20 agosto 2023

Tornare ai racconti?

 Ieri sera ho partecipato ad un bellissimo spettacolo di Luigi d'Elia che ha raccontato per un'ora un pezzo intitolato "Aspettando il vento" ambientato nella sua Puglia con bambini come protagonisti e uccelli migratori. Siamo rimasti a bocca aperta per tutto questo tempo, presi come se fossimo ancora bambini noi. Eppure, come al solito, era un racconto ricco di suggestioni, sia sulla fatica e la bellezza di crescere, sia sul rapporto con la natura. Due osservazioni.

La prima. Chi ha presentato lo spettacolo, Tonino Catalano, ha detto che ogni tanto è bene staccarsi dal tempo che scorre e fare ampie parentesi del "tempo che si blocca e non passa" come quando ascolti un racconto del genere. Lì si può andare in profondità. Infatti. E' la stessa distinzione che s. Agostino faceva tra chronos e kairos, per dire che il tempo di Dio era il secondo. Molto interessante: andare in ferie può anche solo significare riprendersi la qualità del tempo e liberarsi dal meccanismo dell'orologio.

La seconda. Non è una novità, ma se il racconto prende così tanto, forse varrebbe la pena fare qualche omelia in forma di racconto (non i soliti raccontini moraleggianti di Bruno Ferrero, però) oppure pensare alla trasmissione della fede come racconto. Ci lasceremo dietro qualcosa in termini di "precisione", ma ci guadagneremo in termini di emozioni. 


Luigi d'Elia


Etichette: , , ,

15 aprile 2021

Cambiare i ritmi?

 Ultimamente sto riflettendo sul fatto che i ritmi di vita sono sempre meno naturali. Per autunno, inverno, primavera è più o meno la stessa solfa. Forse cambia un po' solo l'estate ma non sempre. In campagna i ritmi sono certo più naturali e non per nulla ultimamente chi può e chi non è troppo anziano cerca di trasferirsi lì. 

Ma ci sono anche altri ritmi. Il calendario sociale inizia a settembre e finisce a giugno, un po' come la scuola. Il calendario di una parrocchia, di una diocesi ha la stessa cadenza. Invece il calendario liturgico parte da Avvento (fine novembre e si conclude alla festa di Cristo Re). Mi viene la tentazione di modellare il più possibile la gestione quotidiana su questo genere di calendario, che tra l'altro è molto legato alle stagioni, almeno da noi (Natale, festa della luce perchè il dì è corto, Pasqua festa della rinascita perchè è primavera, ecc. ecc.). Ne abbiamo anche parlato ieri durante la segreteria diocesana: perchè non far cominciare l'anno pastorale da dicembre? Sarebbe un segno che il tempo della chiesa non è quello del mondo e magari si recupererebbe una sacco di roba... Boh, fantasie da lockdown...

"Il Signore disse ancora a Mosè:  «Parla agli Israeliti e riferisci loro: Ecco le solennità del Signore, che voi proclamerete come sante convocazioni. Queste sono le mie solennità.
 Durante sei giorni si attenderà al lavoro; ma il settimo giorno è sabato, giorno di assoluto riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è un riposo in onore del Signore in tutti i luoghi dove abiterete.
Queste sono le solennità del Signore, le sante convocazioni che proclamerete nei tempi stabiliti." (Lev 23.1-4)




Etichette: ,

24 gennaio 2021

Riprendere contatti

 Ho letto su Avvenire che una mia amica di Fossano, con cui ho condiviso all'inizio degli anni '90 l'esperienza nella Gioventù Operaia Cristiana, è diventata presidente nazionale della Focsiv (l'organismo che raccoglie le Onlus di ispirazione cristiana). Tramite un altro amico che non vedevo da qualche mese ho recuperato il cellulare e ci siamo sentiti (per ora in messaggio, domani per telefono). Si è ricreata la sensazione che scatta di fronte alle amicizie, specie quelle che ti hanno segnato da giovane: saranno 25 anni che non ci sentiamo ma è come se ci fossimo sentiti solo l'altro giorno. Nell'amicizia il tempo passa diversamente che nell'orologio della giornata: è un tempo interiore che tende all'eternità e dunque non è fatto di minuti e di ore. Ecco perchè è importante recuperare qualche contatto antico: non per la nostalgia dei bei tempi (i bei tempi sono sempre), ma perchè uno si ricordi che le cose eterne sono essenziali, quelle dell'orologio secondarie.

"Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio" (Fil 4,18)





Etichette: ,