18 ottobre 2024

L'interesse per la fede

 Ieri sera primo incontro per gli adulti che vogliono ricevere la cresima. Uno spettacolo. Una decina di giovani con il più adulto che non avrà 40 anni e un interesse decisamente alto. La voglia di capire, già le prime domande e non banali e molta disponibilità nell'incontrarsi. Faccio un elenco di possibili argomenti per fare una scelta e loro dicono: li facciamo tutti. Mi chiedo sempre di più quando tra preti si parla dell'indifferenza di oggi a che cosa ci si riferisca... Sempre più mi convinco che l'indifferenza è verso l'atteggiamento nostro e non verso la sostanza della fede, anche se mi rendo conto che così forse è esagerato dall'altra parte. Non importa: godiamoci questo corso...

"Partendo per la Macedonia, ti raccomandai di rimanere a Èfeso perché tu ordinassi a taluni di non insegnare dottrine diverse e di non aderire a favole e a genealogie interminabili, le quali sono più adatte a vane discussioni che non al disegno di Dio, che si attua nella fede" (1Tm 1,3-4)

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20 agosto 2023

Tornare ai racconti?

 Ieri sera ho partecipato ad un bellissimo spettacolo di Luigi d'Elia che ha raccontato per un'ora un pezzo intitolato "Aspettando il vento" ambientato nella sua Puglia con bambini come protagonisti e uccelli migratori. Siamo rimasti a bocca aperta per tutto questo tempo, presi come se fossimo ancora bambini noi. Eppure, come al solito, era un racconto ricco di suggestioni, sia sulla fatica e la bellezza di crescere, sia sul rapporto con la natura. Due osservazioni.

La prima. Chi ha presentato lo spettacolo, Tonino Catalano, ha detto che ogni tanto è bene staccarsi dal tempo che scorre e fare ampie parentesi del "tempo che si blocca e non passa" come quando ascolti un racconto del genere. Lì si può andare in profondità. Infatti. E' la stessa distinzione che s. Agostino faceva tra chronos e kairos, per dire che il tempo di Dio era il secondo. Molto interessante: andare in ferie può anche solo significare riprendersi la qualità del tempo e liberarsi dal meccanismo dell'orologio.

La seconda. Non è una novità, ma se il racconto prende così tanto, forse varrebbe la pena fare qualche omelia in forma di racconto (non i soliti raccontini moraleggianti di Bruno Ferrero, però) oppure pensare alla trasmissione della fede come racconto. Ci lasceremo dietro qualcosa in termini di "precisione", ma ci guadagneremo in termini di emozioni. 


Luigi d'Elia


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27 maggio 2023

L'evangelizzazione oggi

 Ieri ho partecipato alla giornata di studio dei docenti della Facoltà teologica sul tema dell'evangelizzazione oggi e ho tenuto una relazione sulle sfide che emergono dalle ricerche sociali sui giovani. Oreste Aime, invece, ha parlato della sfide poste dalla cultura filosofica di oggi. E' stato veramente interessante il dibattito che ne è emerso e che mi ha fatto capire che dove c'è il desiderio di capire alla fine ci si interroga. Dove si pensa già di sapere, dove si rinuncia a capire o dove si fa solo dell'ideologia, non si va avanti di un solo passo. Le sfide sono innumerevoli: la sfida digitale, la sfida della scomparsa della religione, la sfida del postumanesimo, la sfida dell'appiattimento sul tempo presente, la sfida del ridire le cose di sempre in modo nuovo... Ma se si parte col piede giusto, si va da qualche parte. Altrimenti si gira in tondo e si è stanchi senza essere andati da nessuna parte.


"Figlio mio, conserva il consiglio e la riflessione,
né si allontanino mai dai tuoi occhi:
saranno vita per te
e grazia per il tuo collo."
(Pro 3,21-22)

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07 aprile 2023

Giovedì santo... raccolto

 Un gran bel giovedì santo, come non se ne vedevano da anni, anche prima della pandemia. Messa crismale per pochi intimi ormai e anche se le parole del vescovo partono dal tono di "abbassiamo le saracinesche e ciao" poi si riprende e parla di coraggio da mettere nel cercare nuove strade e nuove forme di presenza della chiesa. Giusto. O meglio: se la situazione cambia è inutile deprimersi e neanche pomparsi di linguaggio da "prima linea". Basta semplicemente adeguarsi ai tempi nuovi. Il pranzo del clero però è all'insegna della cordialità e questo fa capire che nonostante tutto le prospettive hanno già superato il "punto basso".

Messa in coena domini con i bambini che devono fare la prima comunione che si presentano e con i ragazzi della cresima ai quali si lavano i piedi. Bella e partecipata, alcuni genitori parlano di essersi emozionati. La liturgia è importantissima non solo per comunicare qualcosa ma per far sentire la nostalgia di qualcosa che si è lasciato dietro e che si riscopre: prima tappa per la rievangelizzazione. E poi gente che si ferma ad adorare fino a mezzanotte... 

"Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione" (Lc 22,15)


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23 luglio 2022

L'amicizia unica strada

 Ieri sera c'è stata la bella festa finale dell'oratorio estivo, fatta poco di spettacolo e molto di coinvolgimento delle famiglie in stand curiosi e creativi sull'onestà, la gentilezza, il fare insieme, ecc. E le famiglie si sono coinvolte, a qualunque estrazione sociale appartenessero. Ho avuto la possibilità di parlare con molte di loro e con qualcuna che già conoscevo si sentiva che il legame cresceva semplicemente per amicizia... Nell'informalità abbiamo anche parlato di catechismo e di altre cose. L'amicizia è veramente la strada maestra per l'evangelizzazione. Nell'epoca della "leggerezza" in senso buono, occorre veramente rivedere la "corsistica" per renderla occasione di incontro e di amicizia. Forse si sgraverebbe la parrocchia della cappa di "cose da fare e da impostare", moltiplicando invece occasioni di stare insieme e di far venir fuori nell'informalità le vere questioni. Chissà...

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25 marzo 2014

un prezzo da pagare

Ieri sera è cominciato un nuovo corso per gli adulti che devono fare la cresima e sono piombate le classiche domande di qualcuno... "Ma se salto un incontro?"... In compenso due che dovrebbero essere testimoni ad un matrimonio sono venuti, convinti di dover fare la cresima per poterlo fare. Mi sono ritrovato a dir loro di stare tranquilli e che non c'era bisogno. Li ho spiazzati. Poi mi sono chiesto: "Ma non dovrei essere io a invogliarli a frequentare?".
Al di là di questi particolari ancora una volta si è scoperto come a fronte della Bibbia e dei grandi temi, ma anche a fronte di spezzoni di film sulla figura di Gesù non si perdessero una parola. Mi sono detto alla fine che il mio compito non è quello di convincere o di invogliare, bensì di "suscitare una nostalgia". O è troppo poetica la cosa?

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13 giugno 2012

operazioni di immagine

All'incontro del clero della città si parla di "anno della fede" e sempre ci si ritrova a programmare  convocazioni, iniziative pubbliche, conferenze di approfondimento come se si fosse ancora 20 anni fa quando la collettività era sostanzialmente cristiana e non aspettava altro che di essere convocata... L'idea di dover rievangelizzare fatica a passare: rimettersi umilmente a fianco della gente, magari una per una, per riscoprire insieme il valore della fede, convertire strutture e snellire programmi per fare spazio a relazioni significative e soprattutto fraterne. No, troppo difficile... C'è ancora troppa gente che frequenta la chiesa per poter non dico buttare il resto ma almento impostare qualcosa di nuovo. Per ora coloro che mostrano insofferenza verso le richieste della chiesa vengono trattati da persone superficiali e spesso si trovano di fronte alla "burocrazia" di corsi, iscrizioni, tabelle, certificati, tanto per non dover affrontare faccia a faccia le obiezioni che pongono e, magari, sì, dire loro che sono superficiali, ma mettendoci la faccia, come si dice.
Fortuna che lo Spirito va più avanti di noi ...

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18 maggio 2012

peer education

Con questo termine si intende una azione educativa, in genere con destinatari i giovani, ad opera di altri giovani opportunamente formati. Ho ritrovato il concetto leggendo un articolo di Aggiornamenti Sociali di aprile sulla prevenzione all'alcolismo giovanile. Il concetto però è interessante anche per l'evangelizzazione: si può evitare i due estremi di coinvolgere solo adulti (anche se molto simpatici, preti compresi) nella catechesi dei giovani e di abbandonare il campo, dicendo che devono essere i giovani a trovare le loro strade e a portare il messaggio ai loro coetanei. Si potrebbe creare gruppi d'azione veri e propri che si preparino e trovino i modi per comunicare ai loro amici una visione corretta del Vangelo e del Cristianesimo in genere. Si potrebbe... (attenzione a non perdersi nei castelli in aria...)

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12 febbraio 2012

su cosa puntare?

Venerdì sera scorso al Consiglio Pastorale Diocesano è prevalsa l'idea di lavorare per rendere le parrocchie più accoglienti verso i giovani. Un obiettivo di minima, che poco si adatta con lo stimolo a rilanciare una nuova evangelizzazione per riscoprire tutti insieme la forza e la bellezza del Vangelo anche per coloro che lo identificano solo come una legge dura da seguire.
Questa mattina la messa delle 10,30 è stata molto variegata: una coppia che festeggiava 50 anni di matrimonio, i bambini più piccoli con l'attività per loro, la giornata del malato con la riflessione su questa situazione, il ringraziamento pubblico di una persona toccata dalla morte di un caro. Alla fine una signora è venuta a ringraziare per la bella celebrazione, piena di vita e molto toccante. Allora forse non è male partire dalle parrocchie accoglienti e dalle celebrazioni significative per la nuova evangelizzazione...

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