14 aprile 2024

Oltre il vandalismo

 Ieri in via Monti dove le serrande della sede di un coordinamento legato alla sinistra erano state vandalizzate con segni fascisti e nazisti, c'è stata una piccola festa perchè sono state ritinteggiate dai bambini. Ne è uscito un momento molto carino, fatto anche di musica e di teatrino con un messaggio chiaro: al vandalismo si risponde non con la violenza o l'arrabbiatura ma con la messa in atto di azioni di segno opposto: cortesia e bellezza. E sulla seconda parola ci sarebbe molto da dire: se non si cura la bellezza delle cose, degli ambienti e delle persone è come lasciare la porta aperta alle cose meno belle e buone. Gli antichi dicevano che unità, bontà, verità e bellezza erano tutti modi diversi di dire la stessa realtà voluta da Dio e dunque si richiamavano a vicenda. Forse vale anche oggi...

"Come sei bella, amica mia, come sei bella!
I tuoi occhi sono colombe.
Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso!
Anche il nostro letto è verdeggiante." (Ct 1,15-16)





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13 giugno 2022

Ma Leopardi era così pessimista?

 Ho terminato di leggere un bellissimo libro di Elido Fazi, intitolato "Potenza e bellezza. Cronache da Roma e da Parigi", che intreccia la vicenda di Napoleone con quella della famiglia di Giacomo Leopardi a Recanati. E quando parla di lui, lo chiama Giacomino e fa capire che era un genio fin da piccolo. Solo che non aveva quei tratti pessimistici e cupi con cui ce lo presentano a scuola: era solare, attratto dalle ragazze della sua età e amante degli studi. Il gioiello è l'orazione che scrive  a 17 anni all'Università di Macerata in seguito alla liberazione da Napoleone e al ritorno del papa. Si intitola "Orazione alla Liberazione del Piceno" e parla del desiderio di pace di tutti i popoli dopo la parentesi guerrafondaia di Napoleone. Eccone uno stralcio: "Per rispondere di sì, bisognerebbe supporre che la felicità delle nazioni consista nell'uso della forza, nelle armi, nella Potenza e nell'essere terribili allo straniero, nel poter con vantaggio cominciare una guerra e continuarla senza cedere, nel possedere le più distruttive armi che l'uomo abbia mai immaginato. Ma supponiamo che questa supposizione - e cioè che un Paese potente è anche il più felice - non sia vera, e che la vera felicità dei popoli possa essere riposta non nella Potenza ma nella pace necessaria alla creazione di cose belle, alle arti più utili, alle lettere, alle scienze, nella prosperità del commercio e dell'agricoltura, , fonti di ricchezza delle nazioni. Se questo fosse vero, e cioè che il paradigma per valutare la felicità degli stati è la Bellezza e non la Potenza, probabilmente non esisterebbe al mondo un popolo più felice di quello degli Italiani"... Splendido e attualissimo. Bravo Giacomino, non sembri proprio quello messo da parte e triste che tendiamo ad avere in mente...


" Come sei bella, amica mia,
come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre
che scendono dalle pendici del Gàlaad." (Ct 4,1)


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10 gennaio 2022

La bellezza dei Padri della Chiesa

 E' finito il tempo di Natale e nonostante i buoni propositi non ho terminato di leggere le "Omelie sulla natività" di S. Gregorio Nazianzeno. Ma c'è ancora tempo. Tuttavia sono rimasto affascinato dal discorso 38, che inizia molto duro, filosofico e teologico da spaccarsi la testa e si conclude con un bellissimo invito a seguire il Signore e a non farsi ingannare dal fatto che lui si sia fatto uno di noi (un problema per quei tempi in cui la divinità non poteva mischiarsi con la carne, ma non per noi oggi che amiamo di più un Dio simile a noi).  Non c'è nessuna utilità pratica nel leggere un discorso del genere: ci sono molti ragionamenti ma colpiscono di più per le immagini, per gli accostamenti arditi che fa, per la cose che dice tutte assolutamente discutibili. Ma alla fine quel che colpisce è la bellezza di quella fede.

Ecco: forse la bellezza della fede è un pezzo che nella cultura in cui tutto deve servire a qualcosa si è andato perdendo. Tutti presi dal non perdere tempo e dal trasformare ogni cosa in azione, il fatto invece di leggere qualcosa che non serve a nulla e che ti fa contemplare un po' le cose grandi, forse aiuta di più.

"O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza." (Sal 8,2)



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01 maggio 2020

cura del paesaggio?

Ecco che cosa è venuta su in un giorno. Una antenna della Iliad per il 4g che ha mandato in bestia una giornalista di Gazzetta che ci abita vicino. Mi chiedo perchè sia andata in bestia. In fondo è una bellissima struttura in arte contemporanea, dotata di una sua esilità di forme, che richiama The Shard, il grattacielo di Londra. Inoltre si intona perfettamente con lo skyline del paesaggio circostante e anche con i suoi colori. Se poi pensiamo che punta al cielo e dunque ha un chiaro significato religioso, tipo le ziqqurat babilonesi, e che il progettista ha sicuramente realizzato il tutto con un metodo di progettazione partecipata con i cittadini, mi chiedo che cos'abbia da protestare questa giornalista che sicuramente sta solo pensando a sé, alla sua salute e non al benessere materiale di coloro che utilizzeranno Iliad, né al benessere spirituale che deriva dalla contemplazione di tanta bellezza.
Asti's Shard


The Shard, London

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29 agosto 2010

scozia1

loch lubnaig
falesia all'isola di Skye

glencoe valley


Di ritorno da una vacanza in Scozia ho capito come mai i grandi romantici del XIX sec. venivano proprio da queste zone e cosa significhi "sublime" nel senso di sintesi di magnifico e terrificante. Al di là delle dotte citazioni, un paesaggio come quello delle Highlands scozzesi non può non generare inquietudine e contemplazione. Contemplazione per la bellezza dei posti, inquietudine per la forza evocata dalle onde del mare contro le alte falesie, dal vento impetuoso, dal cielo in cui sembra si svolga continuamente una battaglia tra luce e tenebre. Alla prossima puntata qualcosa su Edimburgo e sugli scozzesi... Per ora riparto per un gemellaggio con l'Albania. A presto

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27 luglio 2010

bellezza e dorian gray


In questi giorni ho visto il film del 2009 "Dorian Gray" che riprende il libro di Oscar Wilde "Il ritratto di Dorian Gray". L'avevo letto quando facevo le superiori e mi aveva colpito e affascinato. Ora dopo venticinque anni capisco anche la "profezia" di Oscar Wilde, oggi evidente agli occhi di tutti, del rapporto tra ricerca sfrenata del piacere e noia, ricerca del piacere e violenza, ricerca del piacere e abbruttimento. O, come dice Dorian Gray stesso, non sempre il piacere è sinonimo di felicità.

In realtà all'inizio del film è la bellezza a sposarsi con il piacere, ma andando avanti si scopre che si trattava solo di bellezza esteriore (e perciò fugace). Dunque la bellezza interiore, quella che traspare dagli occhi delle persone e irradia luce intorno a sé deve andare a braccetto con la stabilità e il progresso spirituale, con la forza interiore e la pace...

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05 luglio 2010

sacerdozio e bellezza di Dio

Mi è capitato di leggere questa mattina la lettera che il vescovo di Chieti Bruno Forte ha scritto ai suoi preti e che si intitola "Preti per amore: il sacerdozio e la bellezza di Dio". E' un po' che rifletto su sto legame e mi sono incuriosito. In sostanza propone una visione del sacerdozio centrato sulla gratuità, sul legame con la gente che cerca di riconciliare con Dio e sulla contemplazione di Dio che viene colto nella sua bellezza radiosa e contagiosa. E poi riporta un testo medioevale, che mi avevano passato quando sono stato ordinato e che sempre mi porto con me:
"Un prete deve essee contemporaneamente piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale, come di ceppo contadino, un eroe nella conquista di sé, un uomo che si è battuto con Dio, una sorgente di santificazione, un peccatore che Dio ha perdonato, dei suoi desideri il sovrano, un sevitore per i timidi e per i deboli, che non s'abbassa davanti ai potenti, ma si curva davanti ai poveri, discepolo del suo Signore, capo del suo gregge, un mendicante dalle mani largamente aperte, un portatore innumerevole di doni, un uomo sul campo di battaglia, una madre per confortare i malati, con la saggezza dell'età e la fiducia di un bambino, teso verso l'alto, i piedi per terra, fatto per la gioia, esperto del soffrire, lontano da ogni invidia, lungimirante, che parla con franchezza, un amico della pace, un nemico dell'inerzia, fedele per sempre... Così differente da me!" (da un manoscritto trovato a Salisburgo)

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