12 dicembre 2025

La guerra contro il passato

 Ho terminato un libro sulla "cancel culture", la moda (e non solo) accademica nel mondo anglosassone di rileggere la storia passata mettendo in luce le colpe dell'Occidente nella colonizzazione, nella ghettizzazione di persone di altre culture, di altri orientamenti sessuali, arrivando perfino a riscrivere un linguaggio che sia politicamente corretto ma per questo decisamente più stinto e indeterminato (per es. invece di padre e madre, genitori). Molto interessante, perchè sottolineava come di fondo ci sia un atteggiamento di superiorità morale verso il passato e nello stesso tempo un sradicamento che porta a non guardare più con fiducia al futuro (che si può perfezionare) ma a vivere un presente come se fosse eterno. Inoltre a distorcere il passato, leggendolo con valori che sono di oggi e non di allora: dire che Cristoforo Colombo è la causa principale della colonizzazione violenta dell'America Latina o che Churchill era un razzista è basta non è un grande approccio storico corretto.

Mi veniva in mente che, magari non con queste punte di esagerazione, ma anche la sfiducia verso il futuro che si tende a respirare oggi deriva in parte dal dimenticare il nostro passato e che l'altra faccia della medaglia è il continuare a guardare al passato con nostalgia come se fosse migliore del presente.



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04 giugno 2023

Russia e Ucraina o Russia e Stati Uniti?

In queste sere sto seguendo il festival della Biblioteca Astense Passepartout che ha invitato personaggi importanti a dibattere temi di attualità come quello della guerra. Venerdì sera Lucia Annunziata aveva messo in guardia i pacifisti ricordando che bisogna decidere che fare della Russia, di questa Russia, in Europa, sostanzialmente giustificando l'aiuto massiccio dato all'Ucraina e ricordando che la Seconda Guerra Mondiale era partita dopo un po' di "far finta di niente" dell'Occidente verso la Germania che si andava conquistando uno spazio vitale.

Ieri sera lo storico Luciano Canfora ha fatto capire che se guardi le cose dal punto di vista storico (e lui è partito addirittura da Atene e Sparta) e vieni verso di noi, ti accorgi che quando c'è uno scontro tra potenze (e non tra ideologie), molte cose sono simili:
- il peso della propaganda
- il creare un "cattivo" responsabile,che ha appiccato il fuoco: la Germania e Hitler
- la tentazione dello stravincere, che invece genera altra paglia secca per un altro incendio, il trattato di Versailles
- l'intervento decisivo di qualcuno esterno alla contesa: gli Stati Uniti nella prima e seconda guerra mondiale.
Insomma: stiamo vivendo la seconda parte della guerra fredda e vedremo che cosa farà...la Cina

Tutto vero, sia Annunziata sia Canfora. L'importante è cercare di attrezzarsi e non cadere nella propaganda.

"Un secondo angelo lo seguì gridando:
«È caduta, è caduta
Babilonia la grande,
quella che ha abbeverato tutte le genti
col vino del furore della sua fornicazione»."
(Ap 14,8)



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02 giugno 2023

Un tema importante sprecato

 Sono andato a vedere il film "Rapito" di Marco Bellocchio, che tratta del rapimento di un bambino da parte della Chiesa di papa Pio IX figlio di ebrei, battezzato di nascosto e per questo sottratto secondo la legislazione del Regno della Chiesa affinchè fosse educato cristianamente. Un tema molto delicato, che mette in luce almeno tre cose:

- come la Chiesa di quel tempo fosse sostanzialmente sorda allo Spirito, che spingeva su strade nuove, anche se erano percorse da gente non sempre affidabile (i fautori dell'unità d'Italia)

- come la cultura del tempo fosse sostanzialmente sorda alla pietà nei confronti dei bambini (non era certo solo responsabilità della Chiesa)

- come la storia si sia costruita faticosamente attraverso miserie e grandezze umane, sia da una parte della barricata che dall'altra.

Detto questo il film è veramente una miniera di luoghi comuni, di personaggi scontati e di momenti in cui ti viene il nervoso per le scene girate. La breccia di Porta Pia potrebbe essere resa meglio da una scenetta in oratorio e Pio IX sembra un semplice psicopatico. Veramente non bisogna più lasciarsi fregare e quando vedi il nome di qualche regista, meglio ripiegare sul libro che narra la vicenda.

" Io domando dunque: Dio avrebbe forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch'io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino." (Rom 11,1)



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26 giugno 2022

La storia insegna

 Due giorni fa ho partecipato a san Damiano alla presentazione della riedizione della tesi di laurea dello storico Renato Bordone, che aveva fatto una ricerca sui De Gorzano, famiglia di signori della zona di San Damiano, il cui castello venne distrutto da Asti di ritorno dalla guerra con Alba nel 1274. Chi ha presentato il testo (Silvano Valsania ex sindaco di Montà e Baldassare Molino) è stato appassionante. Soprattutto ci ha fatto capire che le logiche di ieri sono quelle di oggi, anche se modi e forme sono cambiati. Asti è un comune imperialista, che cerca di assoggettare tutti coloro che gli sono vicini. Al contrario i piccoli centri, unitisi con la lega Astisio, sono i Davide che cercano di resistere al Putin del XIII secolo. Ed effettivamente non c'è dubbio. Asti è una città poco democratica, in cui vige una logica spartitoria e in cui è difficile apportare un vero cambiamento che non richieda tanto tempo e tenacia. Eh già: la storia non è acqua e se bisogna sradicare radici cattive di secoli non basta una zappetta, tipo una tornata elettorale.


"Poi udii un'altra voce dal cielo:
«Uscite, popolo mio, da Babilonia
per non associarvi ai suoi peccati
e non ricevere parte dei suoi flagelli."
(Ap 18,4)



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13 giugno 2022

Ma Leopardi era così pessimista?

 Ho terminato di leggere un bellissimo libro di Elido Fazi, intitolato "Potenza e bellezza. Cronache da Roma e da Parigi", che intreccia la vicenda di Napoleone con quella della famiglia di Giacomo Leopardi a Recanati. E quando parla di lui, lo chiama Giacomino e fa capire che era un genio fin da piccolo. Solo che non aveva quei tratti pessimistici e cupi con cui ce lo presentano a scuola: era solare, attratto dalle ragazze della sua età e amante degli studi. Il gioiello è l'orazione che scrive  a 17 anni all'Università di Macerata in seguito alla liberazione da Napoleone e al ritorno del papa. Si intitola "Orazione alla Liberazione del Piceno" e parla del desiderio di pace di tutti i popoli dopo la parentesi guerrafondaia di Napoleone. Eccone uno stralcio: "Per rispondere di sì, bisognerebbe supporre che la felicità delle nazioni consista nell'uso della forza, nelle armi, nella Potenza e nell'essere terribili allo straniero, nel poter con vantaggio cominciare una guerra e continuarla senza cedere, nel possedere le più distruttive armi che l'uomo abbia mai immaginato. Ma supponiamo che questa supposizione - e cioè che un Paese potente è anche il più felice - non sia vera, e che la vera felicità dei popoli possa essere riposta non nella Potenza ma nella pace necessaria alla creazione di cose belle, alle arti più utili, alle lettere, alle scienze, nella prosperità del commercio e dell'agricoltura, , fonti di ricchezza delle nazioni. Se questo fosse vero, e cioè che il paradigma per valutare la felicità degli stati è la Bellezza e non la Potenza, probabilmente non esisterebbe al mondo un popolo più felice di quello degli Italiani"... Splendido e attualissimo. Bravo Giacomino, non sembri proprio quello messo da parte e triste che tendiamo ad avere in mente...


" Come sei bella, amica mia,
come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre
che scendono dalle pendici del Gàlaad." (Ct 4,1)


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21 novembre 2021

Fine di Versailles

 Venerdì ho concluso la visione della serie Tv "Versailles": tre stagioni di dieci episodi l'una, che hanno fatto ripercorrere gran parte della vicenda di Luigi XIV e della Francia di quel tempo. Bello. Romanzato, ma con appigli storici precisi. Peccato aver finito. Mi sono portato a casa la consapevolezza del re assoluto di essere figlio di Dio, superiore perfino al Papa, che era solo suo vicario in terra... La "buona fede" con cui il re interpretava l'assolutismo, dato che era per lui un compito molto gravoso per poter incarnare fino in fondo la Francia. Un tema che era anche emerso all'inizio di The Crown, l'altra serie Tv vista, quando l'incoronazione di Elisabetta II ha molti tratti quasi sacri. Dunque non un assolutismo tirannico, ma ... sofferto. 

Eppure se penso a quanto ci hanno inculcato alle scuole: i re assoluti erano tiranni. No, erano "assoluti", perchè divini. Oggi i governanti non sono certo assoluti ma non sono neanche un briciolo.. divini. Basterebbe a tutti che fossero autorevoli: che non devono rendere conto al loro elettorato, ma al popolo intero, alla nazione. Basterebbe solo questo...Ci sarà una via di mezzo tra il Re Sole e certi segretari di partito nostrani?

"Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole,
perché impariate la sapienza e non abbiate a cadere." (Sap 6,9)




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12 giugno 2021

Finito The Crown

 Ieri ho terminato di vedere la quarta serie di The Crown su Netflix con le vicende immediatamente precedenti alla morte di Lady Diana e la fine dell'era Thatcher. Uno sguardo complessivo alla storia che è stato molto interessante, anche se romanzato. Soprattutto un tuffo indietro nel passato: in quinta superiore per inglese avevo portato una ricerca proprio sulla politica della Thatcher... Quel che colpisce del Regno Unito, però, è la stabilità di un sistema costituzionale che non ha costituzione scritta, ma che ha una costituzione antica. Fa ben sperare: non tutto quello che è moderno è più stabile, anzi. Bisogna che il moderno si innesti sull'antico e che l'antico si lasci innestare dal moderno. Solo che per gli stati c'è il rischio di continue innovazioni che stressano le fondamenta, per la chiesa c'è il rischio di restare soffocati dall'antico (che non avendo un riferimento al moderno si può dire meglio con "il vecchio") e fare la fine dei vestiti negli armadi che non sai più di avere.



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24 agosto 2020

la cerca del Graal

 Stavolta non ci sono dubbi sul post. Ho ricevuto qualche giorno fa un link di Youtube di un video sulla cerca del Graal che durava 35 minuti e lì per lì non l'ho guardato...troppo lungo. Ieri l'ho guardato e ne sono rimasto affascinato. Sia da chi spiegava: una proprietà di linguaggio invidiabile. Sia per la spiegazione in sé con un sacco di riferimenti alla cultura medievale e alla contemporaneità. E sia per il significato del tutto: penso che lo spirito medievale stia tornando, almeno nelle sue parti migliori. La ricerca di salvezza in seguito alla consapevolezza dell'impatto che il peccato e il male hanno sul cuore delle persone e sul mondo: questa è una chiara immagine di cosa potrà essere il dopocovid. 

Forse uno sguardo troppo grande, ma, visto che amo molto la mitologia medievale e da ieri finalmente posso riprendere a guardare Merlin, è qualcosa che riempie di senso molto più che tanta munnezza "artistica". Anche le cose più drammatiche non sono così tragiche come vengono trasmesse dalle frange pessimiste (pardon "realiste") di certa cinematografia, fumetto, narrativa, arte figurativa,musica contemporanee: sono drammatiche ma venate dal desiderio di riscatto e dalla ricerca di salvezza che la ricerca del sacro graal rappresenta in modo eminente. Questo è il link.

https://www.youtube.com/watch?v=06AOb_MTek8

"Nel giorno dell'angoscia io cerco il Signore, 

tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca;

io rifiuto ogni conforto." (Sl 76,3)


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19 giugno 2020

cosa scriveranno di noi?

In questi giorni per tre volte mi arrovellava dentro questa domanda: "Che cosa scriveranno di noi fra cent'anni? Di questo periodo? Di questo modo di gestire il mondo, le cose, le nazioni?". Una volta preparando un'omelia sul ricordo di Elia che viene fatto dall'autore del Siracide, una volta in un confronto con altri preti su come è la storia a fare gradualmente verità delle cose e una terza volta da solo mentre cercavo di capire come mai continuavano pensieri inquieti e malcontenti su come vengono gestite le cose.
Eppure più ci penso e più sento che qualcosa non va. Che le misure sono state troppo drastiche ed hanno cambiato il modo di pensare della gente. Che il virus circolava da tempo ma tutti erano troppo distratti e non hanno ascoltato gli allarmi. Che ora tutti hanno la coscienza sporca e fanno pagare in termini di limitazioni quello che prima si poteva fare meglio.
Insomma, la domanda è accompagnata da un desiderio: mi piacerebbe essere presente in qualche forma (magari come mosca che vola nella stanza) quando qualcuno scriverà la storia di questo periodo.

" Nulla fu troppo grande per lui;
nel sepolcro il suo corpo profetizzò.
Nella sua vita compì prodigi
e dopo la morte meravigliose furono le sue opere." (Sir 48,13-14)

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13 ottobre 2019

storie di vita

Avendo posticipato l'orario delle messe della domenica mattina, qualcuno è arrivato all'orario vecchio e mi è capitato questa mattina di ascoltare due di loro che mi hanno raccontato un po' la vita. Una ha parlato di una vita spesa per molte persone della famiglia malate e poi decedute una dopo l'altra con la conseguente situazione attuale in cui è sola e senza energie. Un altro ha parlato della sua emigrazione dall'Albania e della sua delusione per un lavoro pesante che serve appena a pagare tasse e mutuo sulla casa, quasi rimpiangendo i tempi della dittatura albanese, quando lui era giovane. Ne sono uscito fuori un po' amareggiato: si direbbe di vite buttate via, lontane da quell'ideale di vita piena che ci viene proposto oggi. Eppure la loro fede li ha tenuti a galla ed essi sono bel lontani dall'essere insoddisfatti. Semplicemente si chiedono che cosa hanno sbagliato.
Chissà quante persone possono tracciare vite così e a noi ci sembra che se non siamo come l'ultima star del cinema allora siamo proprio sfigati...

"soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede»." (Ab 2,4)

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