20 maggio 2022

Il Vangelo e la guerra

 In questi giorni di dibattito sull'uso delle armi e sulle trattative di pace mi è capitato di leggere il commento al discorso della montagna dell'esegeta François Bovon ( di cui sto leggendo il commentario del vangelo di Luca). Quando arriva al passo sull'amore per i nemici e si chiede se l'abbiano mai preso alla lettera nel corso dei secoli, cita un estratto del Consiglio di Ginevra del 1528 (epoca di Calvino) che chiedeva alla compagnia dei pastori (autorità religiosa) se si potesse difendere la città con le armi. Ecco la risposta: "Non c'è uomo, se non del tutto snaturato, che non abbia orrore della guerra, sia per gli effetti che l'accompagnano naturalmente quali l'effusione del sangue e distruzioni di ogni genere, che per quanto l'accompagna accidentalmente, come saccheggi, violenze, bestemmie, empietà e altri atti orribili del genere a causa della licenziosità militare più che sfrenata e indomabile per colpa solitamente della maggior parte di coloro che maneggiano le armi. Ma concludere da questo che mai sia lecito fare guerra sarebbe trarre una conclusione che è falsa sia per l'espressa parola di Dio, confermata da infiniti esempi, che per il senso comune ed ogni equità e ragione, conformi in questo alle sante Scritture, essendo i magistrati ordinati da Dio con il gladio non solo per punire le malefatte commesse all'interno della loro giurisdizione da qualche perturbatore della pietà e dell'onestà di cui sono i guardiani ma anche per difendere come padri del comune, i popoli che sono loro affidati contro la violenza di quelli di fuori. Va dunque trovato in questo un qualche giusto mezzo, che noi poniamo in due punti, e cioè che la guerra sia e giusta e necessaria". Insomma anche gli estremisti di Calvino cercano una quadra... Un bel casino.

"Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano" (Lc 6,27-28)



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17 gennaio 2021

I giovani e il Vangelo

 Sono rimasto a bocca aperta quando ho sentito il primo video di commento del Vangelo di oggi da parte di una giovane per il canale Youtube. Potrebbe insegnare a molti adulti e, a detta di lei, l'ha fatto con piacere. Sarà solo l'eccezionalità della persona? Mi piace pensare che non sia così, che il Vangelo è fatto per i giovani e che saremo chiamati in causa per quanto l'abbiamo stracciato riducendolo a morale. Sarà una condanna terribile, perchè ha tagliato fuori parecchia gente, lasciando dentro gente piena di risentimenti, che aveva bisogno di un criterio per giudicare gli altri. 

Comunque godiamoci questo momento e ho il presentimento che ne vedremo delle belle sul futuro del Cristianesimo in Europa...

"Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio." (Gv 1,38-39)



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03 febbraio 2012

"the passion" colpisce


Girando per la benedizione delle famiglie sono capitato a casa di un ragazzo che da piccolo frequentava l'oratorio e ho trovato suo padre, un uomo grande e grosso che mi trattava molto amichevolmente, anche se, devo dire, non ricordavo che fossimo così in confidenza. Stavo già per andar via, quando ha intavolato il discorso sul film "The passion": mi ha detto sostanzialmente che si è commosso al vedere quel film e mi ha detto che ha pensato: "uno che ha passato quel che ha passato Gesù doveva essere per forza figlio di Dio". Pensa te, mi sono detto, quasi le stesse parole del centurione romano sotto la croce... Gliel'ho detto. Sapeva di quella scena e si è messo a ridere, perchè non l'aveva mai collegato con la sua riflessione. E io mi sono detto: il Vangelo passa per strade impensabili, per il cuore umano prima ancora che per la lettura del Vangelo o lo studio della dottrina cristiana...

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20 marzo 2011

sacerdote ortodosso

E' venuto venerdì sera da noi padre Paolo, un giovane sacerdote ortodosso con moglie e tre figli, a commentare il brano del Vangelo sulla Trasfigurazione. Una serata veramente bella, che ci ha fatto conoscere tante cose sul cristianesimo ortodosso, ma soprattutto che ha instaurato un clima di amicizia e di fraternità nella stessa fede. Inoltre si vedeva che lui aveva uno spirito di dialogo quasi nel Dna: prevedeva quasi le domande ed era molto disponibile a qualunque genere di chiarimento.
Alla fine è scappato pure l'invito a casa sua per una cena insieme.
I risultati sono stati tanto stupefacenti che ci siamo pure dimenticati di lasciargli un piccolo contributo per la sua chiesa.
E' proprio vero: la fede cristiana è un tesoro inesauribile e quando senti il contributo di comunità che per tanto tempo hanno camminato parallelamente alla tua non puoi che esserne arricchito. Lo stesso Vangelo, letto in modo simile eppure con accenti diversi.

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23 gennaio 2011

casa bosticco

Sono stato a cena a casa Bosticco a San Damiano d'Asti, dove sono ospitati alcuni adulti che hanno bisogno di accoglienza per motivi diversi. Non era la prima volta che andavo, ma come ogni volta sembra di entrare in un mondo con un ritmo diverso. Certo non sempre "a posto", visto che sono stato scambiato per Luca Barbareschi... Però quando dopo cena abbiamo letto un pezzo di Vangelo e l'ho commentato, mi sono trovato ad usare un linguaggio semplice semplice e a sentirmi replicare in modo molto profondo. Allora chi è più indietro?
Forse quella sera ho capito cosa significa che bisogna essere come bambini per entrare nel regno...

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24 febbraio 2010

emergenza al centro d'ascolto

Ieri mattina era giornata di apertura del centro d'ascolto e alla fine i volontari erano stremati dal flusso di gente che è venuta a chiedere un aiuto. Ora è stata convocata una riunione di emergenza per decidere come comportarci. Alla faccia di chi dice che la crisi economica è ormai alle spalle. E' realmente una decisione delicata sapere chi va aiutato e in che misura, date le scarse disponibilità finanziarie: la nostra zona poi è particolarmente interessata dalla povertà e le richieste sono continue, anche a me personalmente.
Nello stesso tempo la tentazione dell'efficienza burocratica è forte: decidere regole, applicarle con giustizia, fare in modo che le risorse in soldi e cibo vengano redistribuite nel migliore dei modi. così come è forte la tentazione di fermarsi a cercare le responsabilità. E invece risuonano forti quelle frasi del Vangelo in cui Cristo si identifica con i poveri, in cui si dice che saremo giudicati sul modo con cui avremo trattato coloro che erano in necessità, in cui Cristo stesso si presenta come povero, nato povero, morto abbandonato, esaltato dal Padre proprio perché si è abbassato fino all'ultimo gradino. Brutta storia il Vangelo.

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