29 agosto 2025

ancora pit stop

 Purtroppo quest'estate sarà ricordata come il disfacimento di tutti i programmi... Ancora giorni di stasi a causa di una artrite e il venir meno di gite previste in montagna e di cene con altri. Sembra proprio che mi si obblighi a restare a casa per fare i conti con lo stile di vita e con la capacità di stare da soli. Un esercizio salutare, perchè rimette al centro l'idea che a guidare la nave siamo noi, anche se la nave non è nostra. A maggior ragione: meglio riconsegnarla in buono stato e dopo il servizio che doveva fare. 

E come è consapevolezza di molti che hanno responsabilità, a volte si è da soli nel prendere le decisioni e nessuno può prenderle al posto tuo. Perciò devi saper reggere la solitudine non per stare da solo ma per vincere i fantasmi che la solitudine porta con sè.

“L'unico tiranno che accetto in questo mondo è la voce silenziosa dentro di me.” (Mahatma Gandhi)



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07 gennaio 2025

Ripresa dopo le feste

 Quando riprende tutto il tran tran dopo un periodo di festa o di vacanza ho sempre la sensazione di aver perso un'occasione. Potevo fare questo e quest'altro. Potevo dedicarmi di più a questo e ora che i ritmi riprendono ad essere serrati non potrò più farlo. In realtà è tutta una impressione. La vera vita scorre nella quotidianità e nella ferialità. La festa è una pausa tra un flusso di note e l'altro. Certo senza pause la musica è ansiogena e la vita sfrenata. Ma la musica è fatta soprattutto di note e non di pause e la vita è fatta di ferialità e non di feste.

"Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse." (Gn 2,15)




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16 maggio 2024

Ripresa del blog e ... Cartesio

 Un intervallo bello lungo in un periodo bello complicato, in cui è più difficile organizzarsi e star dietro a tutto. Una amica psicologa dice che il cervello umano ha dei limiti e che occorrerebbe darsi dei limiti. Lo diceva anche Cartesio: l'errore non deriva dalla ragione, ma dalla volontà che va sempre oltre e si attiene ai limiti imposti dalla ragione stessa. E' sempre inquietante pensare che le cose sono sempre quelle, da secoli, e che semplicemente ogni epoca le dice diversamente, magari con qualche prova in più. La persona creativa (che una volta si chiamava "profeta") vede più avanti e impazza con la volontà (direbbe Cartesio), ma poi a volte diventa folle perchè il suo cervello (la sua ragione, direbbe Cartesio) non regge. Anche gli artisti a volte sono folli per lo stesso motivo. 

"Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto»." (At 2,7-13)

Va giusto bene per Pentecoste...

Cartesio


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29 febbraio 2024

Vite complicate

 Passando per la benedizione delle famiglie (ultime puntate del giro del 2023...) mi accorgo che la vita delle persone medie è sempre più complicata. Non si tratta di vite al limite, ma proprio di vite che una volta avresti definito "normali". Per esempio i due nonni che devono ospitare il gattino della figlia, che ha perso il marito e ora va all'estero per qualche giorno per andare a prendere il figlio che ha terminato là gli studi. Oppure il signore anziano che ha perso la moglie e ha un figlio medico a Carmagnola e quasi non esce più di casa (non mi aveva mai aperto ma stavolta che l'ha fatto non mi lasciava più venir via). Oppure il signore che di per sé sta in Lombardia ma avendo trovato lavoro qui usa l'alloggio di sua madre (che ora è defunta) come base di appoggio insieme al figlio che è nelle stesse condizioni. Insomma: un gran casino.

"Tutti gli Israeliti mormoravano contro Mosè e contro Aronne e tutta la comunità disse loro: «Oh! fossimo morti nel paese d'Egitto o fossimo morti in questo deserto! E perché il Signore ci conduce in quel paese per cadere di spada? Le nostre mogli e i nostri bambini saranno preda. Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto?». Si dissero l'un l'altro: «Diamoci un capo e torniamo in Egitto". (Nm 14,2-4)

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01 luglio 2021

La fragilità della città

 Ieri parlavo delle differenze tra campagna e città, riscontrate durante la benedizione delle famiglie. Oggi posso dire che ho riscontrato l'impatto di un anno e più di epidemia sulla gente della città. In campagna sembrava tutto sommato un affare lontano, a parte chi ne era colpito direttamente. Ieri, passando in alcuni condomini, ho cominciato a percepire la paura, il senso di depressione, l'incertezza per il futuro e la disillusione. Non in tutti, ovviamente, ma mi ha colpito molto: abitare in città fa emergere le fragilità in modo molto maggiore. Forse perchè in campagna devi arrangiarti di più, mentre in città sei tutto servito. Ma quando il servizio viene meno... allora ti senti mancare la terra sotto i piedi. In alcuni c'era veramente il piacere di rivedere il parroco, più per una sorta di ritorno alla normalità e per amicizia che non per fede. Ma si sa, anche l'amicizia va sulla stessa strada della fede (la normalità un po' meno...). 

Questo mi ha convinto un'altra volta (se mai ce n'era il caso) che la benedizione delle famiglie diventa uno dei pilastri del ministero in città.

"Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità" (Ef 3,17)




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27 giugno 2021

Orti in città

 A proposito di agricoltori... Ieri sono stato a Torino per preparare un campo scout e ci siamo incontrati in un giardino agricolo in piena città (via Exilles) gestito da una serie di associazioni, dove vi sono orti in cassoni, frutteto vero e proprio, giardino, area verde, aula didattica, ecc. ecc. Una cosa veramente carina, che colpiva perchè sembrava di essere in piena campagna e, voltato lo sguardo, ti vedevi i palazzi di 20 piani... E' stato un pomeriggio piacevolissimo, non solo per la compagnia, ma anche proprio per il luogo. Ecco: l'idea di fare un orto sul balcone mi era già venuta e non capivo se esistessero cassoni apposta: quelli erano fatti con i pallet.. E poi sempre più ho l'idea che la cura del verde rassereni l'animo e crei luoghi più vivibili e sereni anche per gli altri.

" Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse." (Gn 2,15)






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14 gennaio 2021

Echi lontani

 Bastano pochi giorni di isolamento e sembra che tutto sia ovattato. Basta saltare una segreteria diocesana e gli echi delle discussioni sembrano l'esercizio di uno sciatore slalomista che si allena in pianura Padana. Basta tagliarsi un attimo fuori dalle chat scout e ti sembra che questioni importanti diventino occasione per giocare con whatsapp. Basta lavorare a distanza al giornale e ti sembra che in fondo non è così indispensabile conoscere le dinamiche interne e farsi carico di questioni che si risolveranno da sole. Per non parlare delle grosse questioni in parrocchia: la gestione dei funerali ti obbliga a rispettare dei tempi, tutto il resto boh? Allora uno si chiede: probabilmente affrontare di petto le cose ed "essere sul pezzo" equivale a darsi la zappa sui piedi e a generare nuovo ed eterno lavoro e pensiero. 

Una cosa è certa: l'isolamento è altrettanto innaturale dell'estremo attivismo, perciò forse non è bene giudicare quando si è in entrambe le situazioni...


"Il saggio ha gli occhi in fronte,ma lo stolto cammina nel buio. Eppure io so che un'unica sorte è riservata a tutti e due. (Qo 2,14)




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02 gennaio 2021

un teatro vuoto

Ieri ho visto il concerto di capodanno dalla Fenice di Venezia. Un teatro vuoto di pubblico, dove la platea è diventata un unico palcoscenico enorme con distanze regolari sia per coro sia per orchestra. faceva impressione a vedersi, più ancora che con i musicisti dotati di mascherina. Una foto emblematica della pandemia ma anche della creatività che cerca di reagire e di costruire un nuovo modus vivendi. La fase della convivenza con il virus non richiede che uno sia proiettato a quando finirà: il tempo potrebbe essere veramente lungo. Richiede che uno ricostruisca l'abc del vivere con modalità nuove.
La musica e l'arte non sono opzionali, così come non è opzionale lo sport, lo scoutismo in presenza, le celebrazioni, le iniziative di aggregazione. Se vanno cambiate per adeguarle agli standard di disciplina, ok. Ma non rinunciamo troppo presto ad esse: l'emergenza non è solo sanitaria e non è solo economica.

"La vergine allora gioirà danzando
e insieme i giovani e i vecchi.
Cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni."
(Ger 31,13)





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