13 ottobre 2024

Curare il territorio

 Ogni anno alla messa che si celebra in via Madre Teresa di Calcutta c'è sempre una sorpresa. Quest'anno è stato l'affiatamento: nonostante l'organizzazione fosse partita tardi, senza troppa pubblicità, con un coro messo su all'ultimo minuto e alcune cose risolte il giorno stesso, tutto è filato liscio e si è sentita un po' di atmosfera di unione e di amicizia. Tutto è guidato dal comitato, che continua a macinare iniziative, nonostante la richiesta di avvicinare gente più giovane, che mai viene soddisfatta. Ma il gusto di curare il proprio territorio rende felici di suo e anche se è un impegno non da poco, la tentazione è di pensare di essere lasciati soli dal resto della popolazione. Certo qualche mano in più potrebbe aiutare, ma il fatto di fare le cose con gusto e passione è il tramite per attrarre nuove persone.

"Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse." (Gen 2,15)





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22 giugno 2022

Frutti di radici seccate

 Ieri è venuto a trovarmi un politico astigiano, protagonista delle vicende degli ultimi vent'anni, con origine parrocchiali. Ci eravamo incontrati alla cena di Libera e avevamo già avuto modo di discutere sulla situazione. Con lui abbiamo parlato abbastanza e mi sono chiarito anche alcune idee che non possono che essere "teoriche", perchè l'analisi comune è che l'attuale andazzo della vita politica locale è il frutto poco succoso di una trascuratezza di chi ha coltivato la pianta della democrazia. Tre recuperi da fare:

1. Il gusto del fare politica e l'idea che il volontariato sia un frutto meno succoso dell'impegno politico. In origine il volontariato era l'allargamento dell'impegno sociale al di là di quelli che erano tagliati per la politica, dunque un valore aggiunto. Poi siamo arrivati alla deriva: il volontariato come impegno sociale "pulito" a fronte della politica sporca. E oggi: il volontariato come l'eroismo incarnato, quando i veri eroi di tutti i tempi hanno sempre avuto una coscienza politica e di cittadinanza indiscussa. L'impegno politico vissuto come servizio è di gran lunga superiore al volontariato, perchè si prende una responsabilità di fronte ad una collettività e non solo di fronte a singole persone in difficoltà.

2. L'amore per il proprio territorio e per la propria città, per evitare che il gusto della politica sia gusto per gli intrallazzi politici o per una politica fumosa e lontana dalla vita delle persone. Anche questo è stato delegato a settori pratici come il turismo o come l'agricoltura, che non stimolano all'impegno politico ma piuttosto allo sviluppo economico. O al massimo, come certe esperienze di ritorno all'agricoltura locale, spingono all'adesione ad uno stile di vita più sano e sostenibile, ma non necessariamente ad impegnarsi in politica

3. La formazione alle regole democratiche in cui il dibattito tra idee diverse è essenziale, perchè ogni idea è un ramo dello stesso fusto, quello dell'impegno politico come servizio (punto 1), che a sua volta ha le radici nell'amore per il proprio territorio (punto 2). La democrazia implica la ricerca del confronto / scontro con le idee diverse, la condivisione delle stesse regole del gioco, il fuggire dalla tentazione di affidare ai tecnici la soluzione delle controversie e di considerare l'efficienza come la prova di buon  governo. La prova di buon governo (a partire dalla gestione di un condominio) si ha nella capacità del dialogo e solo dopo questo, della decisione.

Insomma, da fare ce n'è e la Chiesa può fare molto se solo torna all'idea di Paolo VI dell'impegno politico come forma più alta della carità...

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07 aprile 2022

Una rete capillare di collaboratori

 In questi giorni stiamo rivedendo la grande rete di collaboratori che ci aiutano a distribuire i bollettini in tutte le case, senza doverli spedire (a parte in alcune frazioni un po' sparse). Una cinquantina di persone che effettivamente  hanno un compito semplice, ma che comunque vanno periodicamente ricontattate e eventualmente sostituite. Un lavoro di fino ma che dà una soddisfazione spirituale molto potente: sapere che la parrocchia trova collaborazioni anche da coloro che non sono regolari alla messa della domenica ma si identificano comunque con la comunità cristiana è un modo per pensare che lo Spirito va ben più al largo di quelli che vedi regolarmente. Va in avanscoperta e suscita disponibilità per le quali occorre gran rispetto e riconoscenza, senza darli per scontati. Sono un po' gli avamposti della parrocchia nelle case, nei condomini e nelle varie zone, visto che, distribuendo bollettini, è come se riconoscessero pubblicamente di avere a che fare con la chiesa.

"Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino." (Mc 12,42)

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28 febbraio 2022

La vita delle periferie

 Sabato pomeriggio è passato il candidato sindaco del centrosinistra a visitare la nostra "periferia" di Asti est, per ascoltare le esigenze. Era già passato in periferia ovest dove aveva ascoltato la vicenda di presunte babygang che facevano atti di vandalismo e disturbavano seriamente la gente. Così è stato chiesto se anche da questa parte della città c'erano queste situazioni. Ho potuto rispondere di no, anche se qualche episodio vandalico e qualche minaccia ad anziani era stata fatta, ma poi circoscritta, una volta individuato il responsabile. E questo per una buona collaborazione tra servizi sociali, volontariato sul territorio, parrocchia, ecc. ecc. Che continua anche su altre situazioni come la gestione di un'area verde qui vicino.

I problemi non mancano. Però per una sorta di stortura mediatica, diventano Problemi, si dà loro un'etichetta (in questo caso "baby bang"), si invocano responsabilità e colpe e dopo aver seminato abbastanza incertezza e inquietudine, si passa ad altro. Eh no, cari giornalisti...Attenti a non sollevare polveroni. Mia madre mi insegnava che se vuoi pulire una scala impolveratissima devi spruzzare prima acqua sopra. Altrimenti pulendo sollevi la polvere e la respiri pure tu...


"Vanto dei giovani è la loro forza,
ornamento dei vecchi è la canizie"
(Pro 20,29)


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03 novembre 2021

Una riunione politica

 Ieri sono stato invitato ad una riunione "informale" che avevo inteso essere riunione delle Acli con agganci alla pastorale del lavoro e al terzo settore. Mi sono trovato ad una riunione politica con esponenti dei movimenti civili e delle forze politiche di sinistra (ma non Pd). All'inizio ero un po' incavolato, perchè per esserci ho dovuto fare salti mortali e, essendo responsabile del terzo settore, pensavo che fosse mio compito. Poi però ho ascoltato con estremo interesse l'appello a sviluppare la partecipazione dei cittadini, a costruire esperienze democratiche dal basso. Alla fine sono intervenuto pure io e sono tornato a casa un po' esaltato, perchè la politica è sempre stata una mia passione.

Mi porto a casa questo pensiero: il volontariato e la società civile hanno generato un divario dalla politica, salvo poi lamentarsi della distanza dei politici dai cittadini. Dopo aver ingabbiato le forze politiche dentro l'agone "sporco" ed essersi definite forze "pure", dedite agli altri, hanno portato la gente a snobbare la politica e a ritagliarsi un orticello. Così ora ci si lamenta della scarsità di partecipazione...

Penso che anche la comunità cristiana abbia snobbato la politica e abbia ritagliato il proprio orticello sui servizi di carità e sull'interpretazione assolutamente individuale del Vangelo. Ma il Vangelo ha anche una interpretazione sociale e politica che andrebbe recuperata.


"O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero
e abbatta l’oppressore."
(sal 72, 1-4)

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16 agosto 2020

mia madre premiata

Ieri festa di s. Rocco, festa del mio borgo d'origine a s. Damiano. Messa presieduta dal vescovo emerito Francesco Ravinale e concelebrata da me con uno strano connubio tra liturgia di S. Rocco (anche patrono di S. Damiano) e e liturgia dell'Assunta. Alcune cose improvvisate sul momento: tipico del paese in cui non sempre gli addetti alle cose liturgiche hanno una "specializzazione" così forte da distinguere tempi liturgici, solennità, preghiere e letture. 

Ma la cosa che tutti aspettano è la premiazione di una persona che si è particolarmente contraddistinta in paese per la sua bontà (prima edizione di un premio che esisteva già in passato e poi era stato sospeso) al quale è stato dedicato un sonetto (come si fa ogni anno nella festa di S. Rocco). Dunque un misto decisamente complicato di ispirazioni, di competenze (tra borgo e comune) e di simboli. La premiata era mia madre. Che come un caterpillar si è ascoltata tutte le motivazioni (reali) della sua disponibilità a 360° per la famiglia, per la chiesa, sul lavoro, per il comune (è stata assessore per cinque anni e vicesindaco per altri cinque), per l'associazionismo sociale. Ed ha ringraziato con grande semplicità (in quello, un modello irraggiungibile..), facendo riferimento al "suo segretario", mio padre. Un momento decisamente toccante..

Insomma. In città le cose sono complicate, più preparate ma non sempre sentite. In paese c'è più casino, le cose più raffazzonate ma si arriva prima ai sentimenti (nel bene e nel male). Dove è meglio?

"A Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità - nome che significa Gazzella - la quale abbondava in opere buone e faceva molte elemosine." (At 9,36)

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15 maggio 2011

estate ragazzi

Ormai si sa che quest'anno invece di promuovere un'estate ragazzi parrocchiale, collaboreremo con il doposcuola Peter Pan per un'estate ragazzi in comune. Molte sono le cose che cambieranno e tutto si presenta come una nuova avventura.
Nell'omelia questa mattina l'ho detto: è un esempio di come una parrocchia potrebbe lavorare non per se stessa ma per il quartiere e il territorio in cui è inserita.
La cosa che mi colpisce è che quando nel 1990 è nata l'Estate Ragazzi a san Domenico Savio c'eravamo io e don Mario. Lui era viceparroco, io in servizio civile in quell'esperienza dalla quale è nato poi il Peter Pan: si ritorna alle origini...
Gli animatori sono in parte convinti in parte no, ma è un'occasione troppo ghiotta per non fare un passo avanti e fare in modo di buttarsi in questa nuova sfida... Però che bello: non avere interessi da difendere e mettersi gratuitamente al servizio. Qui non c'è più distinzione tra animazione e volontariato (fuori parrocchia): qui è tutto insieme. Il prossimo passo sarà: ma perchè fare oratorio quando i bambini hanno mille altre proposte allettanti... Non sarebbe meglio mettere l'animazione a servizio del catechismo e proporre giornate in cui i bambini vengono a giocare, a celebrare la fede e ad imparare qualcosa)? Mah, bisogna aprire un dibattito...

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