12 luglio 2024

Controllare chi governa

 L'altra sera c'è stata la prima riunione di un tavolo di lavoro che si è creato in Diocesi per sostenere il lavoro del membro del consiglio di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti designato dalla diocesi. L'idea è di dargli input per costruire il nuovo progetto della Fondazione per i prossimi anni, in base ai quali definire i futuri contributi. C'erano Caritas, Migrantes, pastorale della salute, beni culturali, comunicazioni sociali, biblioteca del seminario, ecc. ecc. Se la cosa va avanti (perchè di cose ben avviate e che poi si perdono a causa del tran tran quotidiano ne ho viste troppe) sarebbe un grande segno di partecipazione democratica dietro alla quale far crescere la sensibilità sociale delle comunità in un momento in cui c'è chi fa il potente sulle spalle della povera gente e chi coltiva una fede individualista, che non osa avventurarsi sulle grande sfide della politica e della società.

"Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»." (Mt 22,21)




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22 giugno 2022

Frutti di radici seccate

 Ieri è venuto a trovarmi un politico astigiano, protagonista delle vicende degli ultimi vent'anni, con origine parrocchiali. Ci eravamo incontrati alla cena di Libera e avevamo già avuto modo di discutere sulla situazione. Con lui abbiamo parlato abbastanza e mi sono chiarito anche alcune idee che non possono che essere "teoriche", perchè l'analisi comune è che l'attuale andazzo della vita politica locale è il frutto poco succoso di una trascuratezza di chi ha coltivato la pianta della democrazia. Tre recuperi da fare:

1. Il gusto del fare politica e l'idea che il volontariato sia un frutto meno succoso dell'impegno politico. In origine il volontariato era l'allargamento dell'impegno sociale al di là di quelli che erano tagliati per la politica, dunque un valore aggiunto. Poi siamo arrivati alla deriva: il volontariato come impegno sociale "pulito" a fronte della politica sporca. E oggi: il volontariato come l'eroismo incarnato, quando i veri eroi di tutti i tempi hanno sempre avuto una coscienza politica e di cittadinanza indiscussa. L'impegno politico vissuto come servizio è di gran lunga superiore al volontariato, perchè si prende una responsabilità di fronte ad una collettività e non solo di fronte a singole persone in difficoltà.

2. L'amore per il proprio territorio e per la propria città, per evitare che il gusto della politica sia gusto per gli intrallazzi politici o per una politica fumosa e lontana dalla vita delle persone. Anche questo è stato delegato a settori pratici come il turismo o come l'agricoltura, che non stimolano all'impegno politico ma piuttosto allo sviluppo economico. O al massimo, come certe esperienze di ritorno all'agricoltura locale, spingono all'adesione ad uno stile di vita più sano e sostenibile, ma non necessariamente ad impegnarsi in politica

3. La formazione alle regole democratiche in cui il dibattito tra idee diverse è essenziale, perchè ogni idea è un ramo dello stesso fusto, quello dell'impegno politico come servizio (punto 1), che a sua volta ha le radici nell'amore per il proprio territorio (punto 2). La democrazia implica la ricerca del confronto / scontro con le idee diverse, la condivisione delle stesse regole del gioco, il fuggire dalla tentazione di affidare ai tecnici la soluzione delle controversie e di considerare l'efficienza come la prova di buon  governo. La prova di buon governo (a partire dalla gestione di un condominio) si ha nella capacità del dialogo e solo dopo questo, della decisione.

Insomma, da fare ce n'è e la Chiesa può fare molto se solo torna all'idea di Paolo VI dell'impegno politico come forma più alta della carità...

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05 giugno 2022

La democrazia fragile

 All'indomani dell'editoriale su Gazzetta d'Asti in cui ho messo sotto accusa la concentrazione di poteri nelle mani di un uomo solo a sostegno di Paolo Lanfranco, presidente della Provincia, che si è dimesso dalla Lega proprio per lo stesso motivo, ci sono state molte reazioni. Alcune più acide o infantili, altre più meditate, sia di sostegno che di opposizione. Mentre ho vissuto tre giorni con pensieri fissi che mi tornavano, alla fine ne ho selezionato uno, che mi sembra essere il più giusto. "La democrazia è un tesoro fragile". Direbbe s. Paolo, riferito allo Spirito di Dio "un tesoro in vasi di creta" e dato che oggi è Pentecoste, non mi è difficile dire che la democrazia come sistema è frutto dello Spirito, perchè è l'unico sistema che punta a costruire dialogo, relazioni tra persone, unità nelle differenze di opinione. Marcel Gauchet, sociologo francese, arriva a dire che la democrazia è l'effetto della secolarizzazione: il cristianesimo trasferito nella dimensione laica, perchè solo un Dio trinitario (in cui tre persone sono assolutamente sullo stesso piano e sono in relazione reciproca) può essere all'origine di un sistema in cui tutte le opinioni sono legittime.

La democrazia è fragile, perchè occorre che sia supportata dall'impegno civile continuo della gente, dalla fiducia negli esseri umani e nello stesso tempo dalla necessità di vigilarli perchè non trasformino la democrazia in autoritarismo, senza che nessuno se ne accorga. Ad Asti ci sono due segni che questo sta avvenendo. Il primo è appunto la concentrazione di poteri. Il secondo è la moltiplicazione di liste elettorali e di candidati, per intercettare più voti possibili, senza necessariamente avere un programma. E' necessario, dopo le elezioni, costruire seriamente un cammino per recuperare il senso di cittadinanza e l'amore per la democrazia: quando questa è soffocata diventa allettante attribuire a competenti ed efficienti burocrati la gestione della cosa pubblica oppure costruire una rete di clientele che assomiglia ad una palude mefitica. Ed è necessario farlo con persone che ci credono, a prescindere dagli schieramenti politici, perchè la democrazia è di tutti e non è appannaggio di una parte.

"E Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo. Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi." (2Cor 4,6-7)



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17 aprile 2022

Una Pasqua politica

 Preso da chissà quale zelo militante ho ideato una decorazione di Pasqua di tipo politico ("le nazioni in guerra si affidano al Risorto"), nell'omelia della veglia ho fatto riferimento alla Costituzione e all'Unione Europea e nell'omelia di questa mattina ho messo in luce tutti i risvolti socio-politici delle letture: l'impegno per il futuro dato che la morte è vinta, il ruolo delle donne nell'annuncio della Pasqua e nel mondo, la protesta delle giovani generazioni per lo stile poco sostenibile di quelle precedenti, l'impegno del cristiano in politica e nel mondo. Esito? Una persona che ha ascoltato l'omelia, si è offerta a fare catechismo... Non proprio in linea con quanto detto. O no? Sono strabilianti le vie dello Spirito: vorresti che emergessero disponibilità per il sociale eppure non è vero che sono mesi che ci si lamenta che non ci sono catechisti? Una cosa è certa: penso sia ora di farla finita con le letture solo personalistiche e moraleggianti della Parola di Dio. Il mondo ha bisogno di leader a tutti i livelli, che abbiano una visione profetica su cosa fare e su questo la Parola di Dio non ha da imparare da nessuno...

" «Ecco, verranno giorni - dice il Signore -
nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,
che regnerà da vero re e sarà saggio
ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra." (Ger 23,5)



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10 aprile 2022

Sottovalutare le mafie

 Ieri mattina ho dovuto sostituire un collega alla conferenza stampa di Libera per la presentazione di un manifesto ai candidati sindaci, diviso in otto punti che sono stati spiegati dettagliatamente. Per la prima volta mi sono reso conto che in queste cose il sud è decisamente più avanti del nord e che il nord sta ripetendo gli stessi errori del sud. Per esempio di sottovalutare la presenza della 'n drangheta sul nostro territorio, come se fosse roba marginale, per esempio non intervenendo come politica dentro alcune questioni importanti. Mi sono iscritto a Libera è ho deciso di metterci dentro un po' di impegno e di spazio sul giornale. Forse dovremmo esserne più consapevoli tutti quanti...

"Ma i figli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi del Signore, e il Signore li diede nelle mani di Madian per sette anni." (Gdc 6,1)

speriamo di no...




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22 giugno 2021

Vescovi cattolici americani

 L'altra sera mia madre mia aveva chiesto cosa stava succedendo ai vescovi cattolici americani, ma io non ero aggiornato sull'affare "scomunica" a Biden e pensavo si riferisse ai soliti mugugni e intrallazzi contro papa Francesco. Poi ieri ho letto la notizia: due terzi dei vescovi americani si sono dichiarati a favore della richiesta di scomunica a Biden per le sue posizioni pro aborto. Come correttamente si precisava, Biden è personalmente contrario all'aborto e cerca di fare qualche mossa per verificare come venga gestita la legge, ma non promuoverà leggi contro l'aborto. E questo fa scandalo per qualcuno.

Peccato che il tema qui non sia essere contrari o favorevoli all'aborto, checchè la pensino anche certe frange cattoliche italiane. Qui il tema è l'autonomia dello stato e di chi ci lavora dentro dalle chiese. La battaglia contro l'aborto tu Chiesa non la devi fare così, perchè riduci i politici cattolici a tuoi soldatini. La devi fare sulla coscienza civile contro l'aborto, in modo che i rappresentanti politici ne debbano tenere conto. Altrimenti perchè non fai la stessa cosa con l'immigrazione? Anche lì ci sono vite umane che vengono cancellate... 

Essere contrari all'aborto non significa combattere con ogni mezzo quella legge, perchè anche lì, come in ogni cosa, "il fine non giustifica i mezzi".



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29 aprile 2021

Un vescovo combattivo

 Ieri c'è stata la presentazione del libro scritto dal nostro vescovo "Dove Dio ha nome di donna", di cui ho iniziato a leggere qualche pagina. L'esperienza che si è fatta in Africa deve averlo reso tenace e combattivo, per nulla timoroso. Così ora siamo spinti da lui a prendere posizione come diocesi al dibattito sul Recovery Fund nell'astigiano per evitare che la gente non sia interpellata e che si decida tutto sulla loro testa. Non facile, ma giusto e avventuroso come le savane africane: destreggiarsi tra politici, tecnici e trafficoni, affrontare non animali feroci ma l'apatia della gente, incontrare non culture e usi di altri popoli ma cultura e usi del proprio. Insomma: tra missione in Africa e missione ad Asti qualche affinità c'è.

"Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe." (Mt 10,16)


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01 gennaio 2021

Il grande Mattarella


All'inizio del suo mandato i discorsi di Mattarella mi sembravano omelie. Ora, dopo aver sentito anche quella di ieri, mi rendo conto che sono l'espressione massima della sintesi in lui dell'essere cittadino e dell'essere cristiano. Per quello sembrano omelie. Ma non lo sono: l'alternativa sono i convulsi discorsi politici di altri che vanno bene nell'agone politico ma non per mantenere l'unità di una nazione e di un popolo.
In particolare ieri mi ha colpito:
- il continuo fare riferimento all'epidemia, perchè quella è la sfida nazionale, senza drammatizzazioni;
- l'ignorare riferimenti alle istituzioni per rivolgersi direttamente alla capacità della gente di rispondere adeguatamente all'emergenza;
- la valorizzazione dell'Italia e delle sue capacità, ma aiutata da un certo contesto europeo: non solo il consueto riferimento al "genio" italiano, che a volte non si trova proprio, né solo all'Europa come se fosse la commissione di esame esterna;
- infine l'aver messo sullo stesso piano gli auguri al Papa con gli auguri ai goriziani dopo che la città di Gorizia è stata proclamata capitale europea della cultura 2025: né servilismo bigotto, né populismo.
Un degno esponente dei cattolici impegnati in politica.

"Amate la giustizia, voi che governate sulla terra,
rettamente pensate del Signore,
cercatelo con cuore semplice." (Sap 1,1)



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01 giugno 2020

testimone di un'epoca

E' morto un caro amico, Roberto Genta, dopo malattia intensa, precedente all'epidemia. Testimone di un'epoca: quella del passaggio della gioventù cattolica agli ideali della pace, dell'obiezione di coscienza, della sensibilità sociale. Gli anni in cui la Chiesa ufficiale, cieca e miope, lasciava a poche "frange" la gestione di questa sensibilità che entrava a far parte dei giovani di allora (figli del sessantotto,ma con uno spirito più costruttivo) ed entrava spesso in collisione con le istituzioni. Erano una cerniera tra il mondo cattolico e il mondo comunista. Tutto espresso alla perfezione nel film "La meglio gioventù" che Roberto aveva visto e che, a detta sua, aveva smosso cose profonde e dolorose. Al di là del rimpianto per la perdita di un amico e di una persona che ancora credeva in quelle cose, la sua morte richiama l'attenzione su una situazione molto simile che stiamo vivendo. Non ci saranno più le istituzioni cattoliche retrograde ma continuano ad esistere mondi cattolici autoreferenziali, che trattano il rapporto col mondo come fosse corrotto fino alle midolla. Non ci saranno più gli ideali di allora, ma ritornano le profonde ingiustizie sociali che si incrociano con uno stile economico irrispettoso delle persone e dell'ambiente, che speriamo tutti che questa epidemia abbia definitivamente stroncato. Insomma: a volte anche momenti dolorosi come questo danno una spinta a ributtarsi nella mischia.

"Perché son caduti gli eroi
in mezzo alla battaglia?" (2 Sam 1,25)

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