28 novembre 2022

Post e morning

 Dopo molte insistenze di una mia amica di Torino ho deciso di abbonarmi online al Post, che tre le altre cose offre una eccezionale rassegna stampa da lunedì a venerdì, finalizzata a far capire bene bene cosa succede e a dare qualche strumento per far luce tra le mille interpretazioni dei giornali. E così non me ne sono persa una puntata: in particolare oggi mentre correvo ascoltavo con apertura mentale assoluta e senza fretta (non correvo perchè avevo fretta😅) cose complesse come le rivolta in Cina, l'affaire di Ischia e la legge di bilancio. Inoltre c'è la possibilità di accedere gratis ad altri podcast non da poco, come Globo, l'intervista settimanale che ti fa capire qualcosa di più della politica internazionale e Politics, più centrato sulla politica locale. Veramente eccezionale.



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13 marzo 2022

Riprendiamo il blog

Senza accorgermi sono passate quasi due settimane dall'ultimo post. Devo dire che la guerra in Ucraina mi ha tolto un po' la voglia di descrivere la vita quotidiana, ma in fondo è questa che fa da contesto e, anche se è toccata prima dall'epidemia e poi dalle notizie del fronte, alla fine per noi non è ancora cambiato molto. E allora una sintesi di questi giorni:
- le discussioni intorno alle responsabilità della guerra, avute anche con alcuni sacerdoti, in particolare sul rifornire la resistenza ucraina di armi: sono convinto che la frittata è fatta anche per le continue provocazioni della Nato, ma che aumentare il livello di armi in circolazione continua a generare violenza. Non è detto che la caduta dell'Ucraina sia la fine della guerra: bisogna anche tenerla...
- il dialogo con molta gente durante la benedizione delle famiglie, le preoccupazioni, l'adagio "eravamo appena usciti dall'epidemia e non c'è stato tempo di rifiatare...": forse la battuta migliore è di una signora: "Eravamo signori e non sapevamo di esserlo";
- la cena a casa di una famiglia amica che è molto stanca, presa tra la cura dei genitori e il lavoro di lui che ormai lo porta all'estero: le condizioni delle famiglie sono assai più pesanti a volte di quelle dei sacerdoti;
- molte occasioni belle di confronto con giovani (scout, bambini, giovani, ecc.) che appassionano e che fanno guardare con grande ottimismo al futuro della chiesa e della fede
- la voglia di informare, di informarsi, di suscitare dibattito sia attraverso il giornale, sia nel corso di teologia della diocesi: è un momento cruciale della storia e ci siamo lasciati alle spalle un'epoca che durava da almeno 30 anni. Bisogna costruire un futuro diverso e bisogna farlo insieme.

"Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!" (Is 43,18)



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23 novembre 2021

Afghanistan

 Ieri sera per la Gazzetta ho partecipato ad un bell'incontro a san Damiano con l'ex capitano dell'esercito Fahrad Bitani, che ha raccontato l'Afghanistan come gli occidentali sono mille miglia dal conoscerlo. Molto bello: un incrocio tra informazioni e testimonianza di vita, visto che lui ora si dedica anima e corpo all'educazione delle nuove generazioni, per estirpare da loro la violenza  che è piovuta  a dismisura da decenni sulla gente. Mi sono ancora più convinto che siamo in una bolla di false informazioni dovute agli americani per interessi tutti personali e che farebbe rabbrividire una persona con un minimo di etica. Quando si dice che i sovietici erano meglio degli americani, è tutto dire...

Nello stesso tempo mi sono convinto che siamo in una bolla perchè siamo preoccupati delle cose sbagliate, foss'anche il covid, quando molta parte del mondo ha problemi ben più seri che ci verranno riversati addosso. Siamo sul Titanic e ci preoccupiamo della musica da suonare... Ma l'ultima parola di Bitani non è alla tragedia: è un atto di fiducia nelle donne, nelle madri, nel cuore degli esseri umani. Perciò basta spostare i riflettori altrove, lasciando in ombra certi tristi personaggi politici...

"Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora." (Mt 25,13)




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12 novembre 2020

Guardare al mondo

 Effettivamente la mole di informazioni che riceviamo sulla pandemia in Italia fa dimenticare il mondo. E nel mondo di cose che succedono ce ne sono: non solo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, ma anche il trattato in Azerbaigian sul Nagorno Karaback, le elezioni in Myanmar, l'uragano in Honduras, la destituzione del Presidente in Perù. Forse la stampa italiana è troppo autocentrata e stimola la gente a guardarsi (e piangersi) addosso. Eppure ci sono anche notizie belle come i 17 obiettivi delle Nazioni Unite che per la prima volta pensano a come far evolvere il pianeta non solo economicamente. Eppure ci sono spaccati interessantissimi che farebbero gioire e non solo tremare: su Gazzetta d'Asti per esempio pubblicheremo una serie di articoli su giovani che, pur non essendo figli di contadini, ritornano alla terra in modo intelligente e imprenditoriale. 

E' proprio vero: anche il punto di vista sulla pandemia dipende da dove ci troviamo noi ed ha molto di soggettivo.

"Chi è colui che, senza aver scienza,
può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento
cose troppo superiori a me, che io non comprendo" (Gb 42,3)


Da Legambiente

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12 settembre 2020

il futuro digitale

 Ieri c'è stato l'incontro dei direttori di giornali diocesani piemontesi, durante il quale è intervenuto Pietro Jarre, ex ingegnere che ha fondato Slowweb (lo Slow Food dell'informatica) che ha tracciato un panorama della sfida digitale. Ci ha messo dentro non solo l'informatica e il digitale in senso stretto ma anche i problemi dei giganti di Internet, dei rapporti con la democrazia, della questione fiscale. Un bellissimo panorama, non nuovo perchè si trattava di cose già note, ma nuovo per averne mostrato le interconnessioni. C'è da lavorare parecchio, ma non per perfezionare i programmi tecnologici, i quali si perfezionano già da soli, ma per porre le questioni etiche e per democratizzare questi processi. Dunque un lavoro di presa di coscienza collettiva, che anche un giornale diocesano può creare molto bene.

In particolare mi è piaciuta la "piramide delle conoscenze": una base ampia costituita dai dati, sui quali poggia il livello dell'informazione (non tutti i dati sono informazione), sulla quale poggia quello della conoscenza (non tutta l'informazione è conoscenza) e sul quale poggia quello della saggezza (non tutta la conoscenza è saggezza). Ecco: il sito del giornale deve offrire non dati ma informazioni e un giornale cartaceo deve fornire sempre più conoscenze e non solo informazioni.

"Dio dei padri e Signore della misericordia,

che tutto hai creato con la tua parola,
e con la tua sapienza hai formato l'uomo
perché dominasse sulle creature che tu hai fatto,
e governasse il mondo con santità e giustizia
ed esercitasse il giudizio con animo retto,
dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono" (Sap 9,1-4a)



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17 luglio 2020

informazione attendibile

Due episodi ieri mi hanno convinto dell'importanza di garantire una informazione attendibile per essere credibili. La prima. Nei giorni scorsi era stata pubblicata la notizia del ricovero in ospedale per una ricaduta nel covid di un sacerdote astigiano. Smentita da lui stesso (in ospedale sì, ma non per virus) è stata addirittura rilanciata da Repubblica. Dovevamo pubblicare anche noi qualcosa? Ci siamo consultati e abbiamo deciso che non ne valeva la pena perchè non avevamo nulla da smentire e perchè la salute di un cittadino sarà affar suo...
La seconda. Stiamo seguendo la proposta di joint venture tra due ditte di Asti, di cui una è proprietà dei cinesi. Una bella intervista era già impaginata. Poi se ne esce la redazione locale di un giornale nazionale per dire che i cinesi non sono d'accordo. Cosa dobbiamo fare? Cambiare l'intervista che in realtà non dava per fatta la cosa? No. Quel giornale ha dovuto uscire con la smentita dei cinesi rispetto ad un articolo che essa stessa aveva pubblicato prima, dove dava per scontato l'affare. Noi invece abbiamo semplicemente descritto (ma con fonte certa) il prosieguo della trattativa.
Ecco. In genere si dice che dire la verità è più faticoso ma paga. Anche se su un tempo più lungo. Perchè poi ti credono e oggi c'è bisogno come pane di informazione credibile e fondata.

" Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo." (Es 20,16)

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18 marzo 2020

un audio da Bergamo

Devo dire che uno pensa di essere abbastanza corazzato e poi basta vedere l'audio postato sul sito di Gazzetta d'Asti che arriva da Maurizio Ferrari, un giornalista dell'Eco di Bergamo, originario astigiano e già giornalista di Gazzetta per capire che le cose toccano profondamente, a volte. E, come in guerra, c'è chi è in prima linea, chi nelle retrovie e chi a casa. Al giornale ci riteniamo nelle retrovie, ma a Bergamo è come se fossero in prima linea. Allora capisci che realmente l'informazione è oro, magari non come l'assistenza sanitaria ma non troppo indietro.

"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada." (Mt 10,34)

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18 settembre 2019

la sfida della comunicazione

Ieri ho partecipato ad Oropa all'incontro dei direttori dei giornali diocesani con i vescovi piemontesi e così mi sono tuffato a pesce nel  nuovo incarico. Erano undici anni che non frequentavo l'ambiente e ho risentito alcune questioni che probabilmente si risolveranno solo alla fine dei tempi. La principale: ma un giornale diocesano deve essere specchio del territorio, approfondimento culturale o espressione di fede? Se è solo il primo allora è un semplice notiziario che ha di cristiano solo l'editore, se è solo il secondo allora è un trattato di argomenti senza attinenza pratica, se è solo il terzo allora è mera esortazione e predica. Tutti e tre insieme e diventa un indigesto panino superfarcito. C'è una via di uscita, ma è sul filo del rasoio e cerca di ovviare a quella che l'arcivescovo di Torino Nosiglia ieri ha richiamato citando s. Paolo VI: la separazione drammatica tra fede e cultura contemporanea. La via di uscita sta nel partire dalla cronaca locale per farne occasione di approfondimento culturale e non solo cronaca per poi mostrare, attraverso testimonianze di fede, come la storia diventa storia di salvezza. Vedremo se si riuscirà...

"Il Signore disse: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l'Hittita, l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo, il Gebuseo. " (Es 3,7-8)

Come si potrebbe rendere notiziabile un fatto del genere? 

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