12 luglio 2025

Recupero 2: preti in crisi

 All'inizio della settimana era circolata la notizia del suicidio di un giovane prete della diocesi di Novara e c'è stato un po' di dibattito sulla chat del clero di Asti. Intanto nelle settimane scorse era venuto mons. Gérard Daucourt, vescovo emerito, autore di un libretto intitolato "Preti spezzati", sulle condizioni di vita di sacerdoti francesi. Ero un po' infastidito dai toni che assumeva il discorso e non capivo perchè. Certo è sempre segno di autenticità non nascondere certe situazioni e provare ad affrontarle. E' anche vero che non suscita lo stesso clamore quando a suicidarsi è un laico. Ma il sacerdote si è votato a Cristo, dunque non ci si aspetterebbero questi esiti. Ma un sacerdote è anche un essere umano come gli altri. E poi i commenti estremi: chi se la prende con i vescovi per le condizioni di vita a cui i preti sono sottoposti e Enzo Bianchi che arriva quasi a rendere onore al giovane suicida. Al primo verrebbe da dire: tirate le somme delle ore lavorate in tutti i sensi quanti sono i sacerdoti che si guadagnano lo stipendio? Al secondo: ci sarà una via di mezzo tra il nascondere certe cose e il rendere onore...

Alla fine ho capito che cosa mi stonava. Sappiamo tutti la situazione difficile della salute (interiore) del clero e sappiamo bene che molti sono i nodi da sciogliere. Ma in una situazione del genere è più profetico consolare e tirare fuori il perchè è bello essere preti, che cosa dà entusiasmo pur nella fatica e i miracoli che vengono compiuti nella vita di ciascuno. C'è qualcuno che ha qualcosa da dire su questo? O ci rassegniamo all'amarezza che spesso traspare dalle dichiarazioni di chi vuol  parlare delle difficoltà solo per risolverle?

"Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni." (1Tm6, 12)



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20 aprile 2020

oltre e al di sopra delle forze

A proposito di forza da Star Wars. Mia sorella, fisioterapista, questa mattina entrerà nei reparti Covid e ieri esprimeva la sua preoccupazione non tanto per l'essere infettata (protocolli severissimi) quanto per paura di sbagliare qualcosa  a danno di altri. Nello stesso tempo parlava della sua primaria, chiamata a prendere a volte decisioni in campi non di sua stretta competenza medica. Ma anche mia sorella aveva l'impressione non di andare allo sbaraglio, ma di entrare in una situazione in cui devi andare oltre il solito tran tran: un terreno sconosciuto, insomma. Dove si prova, perchè non ci sono altre possibilità, anche se si prova con un minimo di fondamento.
E mi dicevo. Oltre a chi è in prima linea come in ospedale, chi è che si sente "provato" ad andare oltre ciò che già sa? Quali categorie di persone si devono buttare in terreni sconosciuti e spendere oltre e al di sopra di ciò di cui erano sicuri?
Ho l'impressione che i sacerdoti non siano tra questi. Per molti di noi è come se si fosse in una situazione di accomodamento, più che di prova. Fare qualche passo indietro e stare nelle retrovie, piuttosto che sentirsi in prima fila. Non è una accusa, ma la riprova che siamo una categoria più protetta di altre.

"Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?»." (Es 3,11)

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10 agosto 2019

Parlarsi tra preti

Ieri ho avuto modo di chiacchierare abbastanza con un altro sacerdote (nell'ambito di quel tranquillo tempo estivo che ti permette di dare tempo) di diverse cose e alla fine ci si confrontava sul fatto che sia utile tenere legami con altri sacerdoti anche per parlare delle proprie difficoltà pastorali e non, dei dubbi, ma anche delle cose belle. Sembra una cosa scontata, ma a pensarci dopo in fondo stavamo tratteggiando semplicemente un legame di amicizia. Che per i sacerdoti si debba volerlo e impegnarsi a costruirlo sembra perfino paradossale. E' il segno che a volte il ruolo sacerdotale è veramente "asso pigliatutto" rispetto alle persone. Come anche il riconoscere che abbiamo privilegi "di fatto" rispetto a molte famiglie, molto più prese da problemi quotidiani e con meno certezze dovrebbe suonare un campanello d'allarme su quando ci si lamenta per sciocchezze pastorali, dimostrando, tra l'altro, poca fede...

"La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.  Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza." (Eb 11,1-2)

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07 dicembre 2010

biberach




Ah bellissimi sti gemellaggi tra parrocchie che poi tu vai quattro giorni a Biberach in Germania e te ne stai proprio tranquillo, magari con l'unico impegno di celebrare in tedesco (argh...). Comunque si ha modo di sbirciare un po' la chiesa tedesca e di notare che:


- lì i sacerdoti hanno ritmi meno stressanti


- vivono in case belle


- hanno un addetto pastorale stipendiato che coordina e organizza tutta l'azione pastorale


- studiano molto


- sono trasferiti molto frequentemente


- sono critici con Benedetto XVI perchè è conservatore ma lo erano di più con Giovanni Paolo II perchè in 27 anni di papato ha potuto cambiare tutti i vescovi del mondo e sempre in senso conservatore


- hanno un buon rapporto con la gente


- puntano molto alle strutture (scuole, consultori, ecc.)


- sono obbligati al dialogo con gli evangelici al punto che la chiesa di S. martin in Biberach è condivisa tra le due confessioni.




Sopra eccomi alle prese con la messa in tedesco.


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09 novembre 2010

incontri tra preti

In genere è sempre uno spasso le riunioni sacerdoti: molte volte prevale il pessimismo oppure gli interventi di ciascuno quasi quasi che sai già che cosa vogliono dire. Non è che sia sempre così: a volte c'è la passione di affrontare temi nuovi, sfide nuove e soprattutto quando scatta questa atmosfera veramente si riscoprono gli altri confratelli come compagni di cammino.
Questa mattina c'è stato un ritiro dei sacerdoti della città e si è meditato intorno al salmo 8: ecco la Parola di Dio effettivamente riaccende gli animi e fa considerare la realtà da un altro punto di vista, meno superficiale, meno lamentoso, meno stressante... Anche ai preti fa bene ogni tanto leggerla e meditarla!

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01 aprile 2010

messa crismale

Dopo un tempo di silenzio dovuto a problemi tecnici di blog, rieccomi. Questa mattina c'è stata in Cattedrale la messa del Giovedì Santo con tutti i sacerdoti intorno al Vescovo. Un vero e proprio zoo: dai devoti che hanno lo sguardo fisso quasi in estasi a quelli che ciaccolano come a volte si sente fare in fondo alla chiesa, da quelli rigidi che gelano la liturgia inchiodandola alle regole fisse da seguire a quelli rigidi al minimo richiamo di correttezza liturgica sono a disagio e scattano come molle, da quelli onnipresenti a quelli onniassenti che non li vedi neanche insieme agli altri, da quelli pimpanti e giovanili a quelli molto acciaccati e fragili. Una bella immagine di come doveva essere il variegato gruppo dei Dodici intorno a Gesù e soprattutto una bella immagine della varietà della chiesa. Eppure il Signore attraverso questo zoo cerca di farsi conoscere al mondo. Un vero e proprio "mistero della fede" che si affidi così tanto agli esseri umani!

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14 marzo 2010

sulla figura del prete

Ieri due episodi mi hanno "interpellato". Ieri mattina in chiesa è passato un mio coetaneo che, partendo dal domandarmi i motivi per cui ero diventato prete, è arrivato a esprimere il desiderio di una fede forte che possa dare un orientamento a una vita ordinaria spesso confusa e frammentata. Mi ha fatto capire che era colpito dal fatto che qualcuno senza secondi motivi si dedicasse a tempo pieno alla fede propria e degli altri in risposta a quella che lui definiva "una cosa interiore".
Ieri sera poi c'è stata l'ordinazione sacerdotale di Luigino Trinchero, un seminarista che aveva fatto servizio per un anno anche da noi. Uno dei cugini ci ha detto che erano presenti anche i suoi datori di lavoro (prima di entrare in seminario lavorava in una ditta), perchè la sua scelta aveva colpito un po' tutti coloro che lo conoscevano da vicino.
Queste e altre cose simili mi fanno pensare a come possa sembrare rivoluzionaria oggi la decisione di entrare in seminario e di diventare sacerdote, visto che molte volte uno la sua vita magari se l'era già impostata diversamente. Inoltre mette un po' di brivido pensare che le aspettative nei tuoi confronti sono normalmente molto alte, troppo alte e che in verità se non tieni conto che tu sei come gli altri le tue fragilità interiori rischiano di farti soccombere.

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09 marzo 2010

preti impegnati

Questa mattina all'incontro dei sacerdoti che operano in città (Asti) ci si è trovati a ragionare ancora una volta sull'eccesso di impegni e di incombenze di vario genere che impedirebbe l'ascolto e il dialogo paziente con la gente. E' vero: a volte ti trovi a dover fare i conti, aprire e chiudere i locali, fare manutenzione, organizzare, gestire emergenze di ogni tipo.
Eppure il mio grande dubbio è sempre lo stesso: ma è sicuro che se non ci fossero tutte queste cose spontaneamente si andrebbe a trovare le persone a casa, si cercherebbe di stringere legami con chi non si vede mai, si prenderebbe in carico qualche situzione di bisogno? Spesso più che di tempo è questione di stato d'animo, di entusiasmo, di spinta interiore. A volte anche attraverso gli incontri più banali è possibile imbastire un'amicizia e se anche non saranno tutti a far la coda per chiedere di approfondire la fede, però quella al di fuori di un bel rapporto umano è solo ideologia.

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