27 agosto 2026

La fatica di cambiare rotta

 Tempi di svolta in Gazzetta d'Asti. Il nuovo sito impone di cambiare organizzazione, mansioni e orari perchè dalla situazione di un giornale cartaceo che si avvale anche del sito si passi ad un sistema a tre pilastri: cartaceo, sito e social. E il cambiamento non è da poco, ma se non si fa, si va verso il baratro dei giornali cartacei del futuro. Questa settimana abbiamo fatto i primi passi, delineando una prima bozza di progetto: è una vera e propria rivoluzione. Fa un po' paura ma è la paura di chi teme i cambiamenti. Dall'altra è entusiasmante: un nuovo inizio. Più realisticamente: è come guadare un fiume, sperando che non ci siano ondate di piena che ti travolgano o insidie nascoste sotto l'acqua. 



Etichette: , ,

31 maggio 2026

Peccato...

 Ieri c'è stata la festa finale dell'oratorio. Numeri da brivido, ragazzi al massimo, un bellissimo messaggio e genitori tutti presi. Ma c'era una nota stonata. Il messaggio era del genere: "Avete dato il massimo di voi stessi e in poco tempo avete mostrato cose che non avreste mai detto di riuscire a fare". Detto da chi rappresentava don Bosco. Era vero: continuo sempre a stupirmi della bravura di sti ragazzi e della dedizione dei loro animatori, che, nonostante tutto, puntano sempre sul messaggio di don Bosco (e san Domenico Savio) senza cadere nella tentazione di proporre robe innovative tanto per attirare gente.

Ma la nota stonata è che se la cantano e se la giocano per conto loro. Non avevamo saputo che c'era la festa finale, non è stato detto negli avvisi in parrocchia, nè c'è stata una locandina che potesse pubblicizzarla. Così un bellissimo messaggio e un bellissimo spettacolo è stato per pochi intimi. La loro bravura e il loro impegno l'hanno capito in pochi. Don Bosco, che sarebbe stato sicuramente attento a valorizzare al massimo le doti dei ragazzi anche al di fuori dell'oratorio, avrebbe fatto sicuramente diversamente, perchè quel messaggio non è per le famiglie, ma per il mondo intero. 

Purtroppo il fatto che ciascuno si coltivi il proprio orticello è il peccato originale di molti ambienti ecclesiali e non basta certo due anni di sinodo sulla comunicazione per risolvere il problema. Che non è solo dei giovani ma di molti altri ambienti.  Speriamo che "avete mostrato cose " sia da ora in poi riferito non solo ai genitori ma a molta altra gente





Etichette: ,

19 aprile 2021

Apocalittica sui migranti

 Mi è capitato sabato di intervistare Domenico Quirico per un pezzo sulla situazione in Libia sul numero di questa settimana. E' stata una interessantissima conversazione: lui è sul pezzo e in quattro e quattr'otto ti spiega cose molto complicate. L'unica nota che mi ha lasciato un po' lì è il tono "apocalittico". Non anticipo nulla, perchè uscirà la versione completa sul giornale, ma ho avuto l'impressione che fosse su un punto di non ritorno: non c'è più nulla da dire e da fare perchè ormai è chiaro che ce ne freghiamo di queste persone, di queste vite. Non solo i governi (il che sarebbe normale) ma la gente stessa e in questo modo sosteniamo le posizioni a volte terribili dei governi.

Apocalittico perchè come nell'Apocalisse ci si rivolge solo più a Dio e alla sua giustizia, dal momento che non ci si attende più nulla dagli esseri umani. Apocalittico perchè si spacca in due l'umanità: vittime e carnefici, redenti e dannati, servi di Dio e eretici (in questo caso servi dell'umanità e padroni cinici e sprezzanti), senza toni grigi che non siano bianchi o neri.

Mi sono chiesto: può la passione e la dedizione totale per una causa portarti a questo? Tendenzialmente mi verrebbe da dire di sì, ma non ne sono sicuro.


"«Fino a quando, Sovrano,
tu che sei santo e verace,
non farai giustizia
e non vendicherai il nostro sangue
sopra gli abitanti della terra?»."
(Ap 6,10)




Etichette: ,

25 gennaio 2021

Modalità online

 Ieri sera alla verifica di un evento regionale fatto online con gli scout si è capito che gestire un gruppo online non è la stessa cosa che gestirlo in presenza. Si rischiano silenzi imbarazzanti e tanti spazi vuoti. Se sei in presenza un po' di silenzio non guasta, ma online sembra tutto congelato e l'atmosfera si fa algida... Bisogna essere molto più propositivi, direttivi, ponendo domande precise e rilanciandole non appena sia passato mezzo minuto di silenzio in cui nessuno interviene. Ci vuole anche molta creatività per non fare solo domande, ma per intervallare con spunti veloci di riflessioni e azioni da fare. Ci vuole un ritmo che non è quello del lento, neanche del rap, ma almeno di un sano rock and roll.

Veramente la realtà online funziona con altri criteri e bisogna impararli: non è finta, anzi, ma non è solo una trasposizione di cose che in presenza faresti diversamente. 


"Fin dal mattino semina il tuo seme a sera non dare riposo alle tue mani,
perché non sai quale lavoro ti riuscirà meglio,
se questo o quello,
o se tutti e due andranno bene."
(Qo 11,6)



Etichette:

14 novembre 2020

Le obiezioni ai social: roba vecchia...

 Ormai mi sono ritirato dal mondo 😅 e mi sono dedicato alla lettura della storia dei Greci e degli Egizi😒. Così leggendo la citazione del Fedro di Platone trovo che le tre obiezioni che sono state poste dal personaggio del racconto mitico all'invenzione della scrittura sono:

1) scrivendo non si esercita più la memoria e ci si affida allo scritto (esempio tipico: farsi le liste delle cose da fare...);

2) la scrittura è muta e non può interloquire con te, perciò la interpreti come vuoi tu;

3) la scrittura gira ovunque e non sai in che mani va a finire.

Guarda un po', proprio le stesse obiezioni si fanno ad internet, ai social e alle forme di comunicazione moderna. A dare retta a questi saremmo ancora alla comunicazione a voce...


"Scrivo a voi, figli miei: i vostri peccati sono stati perdonati per mezzo di Gesù.
Scrivo a voi, padri, che avete conosciuto colui che esiste dal principio: Gesù Cristo.
Scrivo a voi, giovani:voi avete sconfitto il diavolo." (1Gv 2,12-13)


Etichette:

23 settembre 2020

L'ignoranza fa sempre nuovi figli

Al dibattito di lunedì sera tra i giornalisti sul linguaggio usato nei confronti del fenomeno migratorio è emerso un aneddoto carino sugli ignoranti che commentano sui social senza sapere neanche di che si tratta. Una giornalista che si occupa di un giornale astigiano online ha raccontato che un articolo intitolato "bisogna essere più accoglienti" è stata la causa di una valanga di post di odio e di rancore. Peccato che l'articolo non parlava di migrazioni, ma di recezione turistica e che l'accoglienza si riferiva ai turisti. Perciò chi aveva commentato, non sapeva neanche di che si trattava.

Gli ignoranti sono così: hanno un sacco di risposte giuste ma le danno quando le domande sono altre. Come si ti chiedessi: come ti chiami? E tu mi rispondessi: per la Juventus. In questo caso la risposta sarebbe da cestinare anche se la domanda fosse: di che squadra sei, comunque il punto è che la miglior reazione è il silenzio oppure la pacata replica senza farsi coinvolgere nella diatriba.

" Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. " (Mt 10,16)

Etichette:

08 aprile 2020

registi e scenografi

In questo periodo si può diventare registi e scenografi. Dove manca la comunicazione diretta e quando l'online è saturo di parole si possono cercare altre strade.
Ieri ho dovuto inventare uno spot pubblicitario per il triduo che faremo online con gli scout. E' stato molto divertente, sia pensarlo, sia girarlo, sia trasmetterlo. Trasformare molta comunicazione in spot pubblicitari sembra più complicato ma è bello (anche se poi magari il risultato è meglio non commentarlo...).
Ieri abbiamo anche parlato su come dare il segno che sarà giovedì, venerdì, sabato santo. E abbiamo deciso di porre delle piccole scenografie fuori dalla chiesa. Anche questa comunicazione è molto carina da ideare e divertente da realizzare.
Non ricordo più chi diceva che la creatività nasce nell'ozio...

"Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce." (Mt 17,1-2)

Etichette: ,

07 aprile 2020

parole profetiche

Tra le cose belle che la situazione di epidemia sta facendomi riscoprire c'è la musica. Non mi ero più fermato ad ascoltare musica... Così ho preso l'ultimo album di Daniele Silvestri, uno dei cantautori che mi piacciono di più, "La terra sotto i piedi" e mi sono messo ad ascoltarlo. Ad un certo punto nella canzone "Concime" mi sono saltati agli occhi (anzi, alle orecchie) le "parole profetiche", scritte ben prima che scoppiasse tutto questo:


"Ma c'è stato un tempo in cui comunicare

Era molto più scomodo e meno immediato
Per questo un discorso era più ragionato
Se avere risposte richiede dei mesi
Diventa importante non esser fraintesi
E le dichiarazioni, di guerra o d'amore
Non ammettevano errore"


Ehhh si commentano da sole...

"Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo;
sono cose per me troppo meravigliose e io non le conosco.
Ti prego, ascoltami, e io parlerò;
ti farò delle domande e tu insegnami!" (Gb 42,3-4)

Etichette:

27 marzo 2020

relazioni online

Niklas Luhmann
Un sociologo della comunicazione, Luhamnn, affermava che il mezzo è il messaggio, cioè che i mezzi tecnici arrivano a dirigere e determinare i messaggi che si mandano. Forse era un po' esagerato, ma provocatorio: i mezzi non sono solo "mezzi". In questi giorni di whatsapp, skype, videochiamate ce ne stiamo accorgendo. Si comunica di più (io stesso ho iniziato a telefonare giornalmente a qualcuno, cosa che non avevo mai fatto e che non era  certo sostituito dall'andare di persona), si comunica peggio (sia per problemi tecnici, sia perchè non avendo di fronte la persona reale, ci si permette di dire di tutto) e si comunica senza  collegare il cervello (Dante avrebbe aggiunto nei gironi infernali un girone dedicato agli inoltratori di bufale non verificate).
Chissà se quando torneremo alla normalità, saremo gli stessi di prima... Dipende forse dal tempo che ci vorrà e da quanto questi mezzi tecnici ci hanno plasmato.

"Chi abbonda nel parlare si renderà abominevole;
chi vuole assolutamente imporsi sarà odiato." (Sir 20,8)

Etichette:

14 marzo 2020

Il telefono, la tua voce

In questi giorni ho cominciato a ricevere timide telefonate da parte di anziani che con una scusa in realtà intendevano parlare. Li ho richiamati ancora e ho capito che fa loro piacere. E' sempre necessario monitorare l'andamento di questa situazione perchè siamo in continua navigazione e non serve fare tanti progetti per il futuro o avere tante attese. Semplicemente guidare la barca. Il mettermi di persona a telefonare alle persone per sapere come stanno non fa parte del mio Dna, cresciuto alla scuola della "nessuna nuova, buona nuova". Ma bisogna convertirsi... e pensare che oggi la telefonata corrisponde esattamente ad una visita personale a casa.

" Porgi l'orecchio al povero
e rispondigli al saluto con affabilità" (Sir 4,8)

Etichette: ,

15 settembre 2019

educare ricominciando tutto daccapo

Ho partecipato ieri ad un incontro di formazione per formatori scout dove si è parlato di come comunicare con i cosiddetti Millenials, giovani diventati maggiorenni dopo il 2000. Molto interessante l'analisi e il parallelo con i giovani della generazione precedente. E anche molto interessante la proposta di una comunicazione mirata non a trasmettere dei contenuti e neanche a coinvolgere, ma a ricostruire insieme il senso di questo mondo, della vita, senza dare per scontato nulla. Anche chi è grande ha bisogno di ripartire daccapo e uscire fuori da luoghi comuni che per lui sono "esperienza fatta" ma che non può incontrare l'attenzione di chi è più giovane. C'è proprio da ricominciare daccapo, come se ci si affacciasse ora alla vita. Ma chi ha il coraggio di farlo?

"Chi di voi è ancora in vita che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi? Ora, coraggio, Zorobabele - oracolo del Signore - coraggio, Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese, dice il Signore, e al lavoro, perché io sono con voi - oracolo del Signore degli eserciti" (Ag 2,3-4)

Etichette: , ,

03 aprile 2011

preti come venditori?

In un articolo pubblicato su Desk 4/2010 (è la rivista dell'Ucsi: Unione Cattolica Stampa Italiana) veniva pubblicato un articolo di Adele Savarese. dottoressa magistrale in Scienze delle Comunicazioni, sull'impatto dei marchi (brand) sull'opinione pubblica attraverso i media. Un tema un po' specialistico ma che ho provato ad applicare ai preti. Per es. evidenziava quattro esempi di gestione dell'informazione con i clienti: 1) rispondere immediatamente ai quesiti dei clienti e, nel caso non si sapesse la risposta dirlo e impegnarsi a cercarla (= quando a te sacerdote qualcuno ti chiede qualcosa, non puoi dire: "lo farò" ma dovresti almeno dire "lo farò domani") 2) l'uso di un tono di voce corretto, che tenga anche conto della serietà (o meno) di qualcosa che ti viene chiesto (= non puoi sempre fare il duro con qualsiasi cosa ti venga chiesta: se è una c-----a, devi saperci ridere sopra) 3) non devi nascondere nulla ma devi lavorare per la massima trasparenza, soprattutto quando qualcuno ti ha sgamato mentre facevi cose non proprio corrette (= non vale più il principio del silenzio, anche per proteggere qualcuno: se lo fai allora sei tu responsabile che te ne devi assumere la responsabilità, ma dicendo che taci per proteggere una parte debole) 4) coinvolgere sempre il consumatore nel caso di errori di immagine, sollecitando possibili alternative (= devi sempre coinvolgere le persone, ancor più quando hai sballato qualcosa). Interessante no? Anche il prete in un certo senso "vende" qualcosa, solo che lo vende gratis...

Etichette: , ,