02 luglio 2023

Correre...

 E' una settimana che quasi tutte le mattine presto vado a correre e ho ripreso i ritmi di qualche mese fa, sia come chilometri sia come tempi. Inutile dire che la stagione è ideale: viene chiaro al mattino presto e riesci a ritagliarti del tempo prima di iniziare la giornata, cosa che non riesci a fare quando i giorni sono più corti. E correndo, senza l'ansia di arrivare chissà dove o di stabilire chissà quali record, scopri che il corpo cambia e ti segue se solo non lo obblighi a fare cose impossibili e che la mente si svuota man mano, al punto che ti vengono un sacco di idee nuove. Non solo: ascoltando per cuffia rassegne stampa o anche solo la liturgia delle ore è come se entrassi nel mondo di sempre ma con tutto te stesso e non solo con la mente.

Ma da dove era partito questo amore per la corsa? Da quando frequentavo le medie e mi avevano regalato il manuale del marciatore. Ma il grande impulso l'ho avuto quando era uscito il film "Momenti di gloria" in cui i partecipanti alle olimpiadi del 1924 si allenavano correndo sulla spiaggia lungo il mare: lì la corsa era veramente sinonimo di libertà. Sarà per quello che mi piace ancora adesso correre correre correre...

"Non però che io abbia gia conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo." (Fil 3,12)



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27 giugno 2023

Pausa: l'amore e le convenzioni

 Pausa. Basta politica, futuro della chiesa, giovani, fede, ecc. Pausa: torniamo al cinema a vedere qualcosa di bello e basta. Tipo il film Emily che ricostruisce la vicenda di Emily Bronte per spiegare come ha fatto a scrivere "Cime tempestose" che mi aveva appassionato solo qualche mese fa. Una storia d'amore contro le convenzioni del tempo, un amore senza limite. Difficile una storia così adesso, perchè di convenzioni e restrizioni nn ce ne sono più e dunque anche la "trasgressione" nn esiste più. Belle le scene, i dialoghi, la storia. Bello l'insieme e ti viene voglia di evadere qualche volta in più dalle "convenzioni" che oggi continuano ad esistere ma ti obbligano ad essere sempre all'altezza della situazione ma in tutta libertà.

"Tu mi hai rapito il cuore,
sorella mia, sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!"
(Ct 4,9)



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25 novembre 2021

Il grande Giovanni Fattori

 Ieri ho visto a Torino la mostra di Giovanni Fattori e mi sono venute due considerazioni molto particolari. Le divido in due giorni... La prima è questa. Lui era convinto di fare un certo genere di pittura (la macchia) e invece era bravo a ritrarre scene realistiche con personaggi definiti. Però ha scoperto che poteva dipingere scene di soldati (delle guerre di Indipendenza) comunicando un messaggio di inutilità delle guerre e di amarezza per le speranze deluse in un'Unità di Italia che ha cambiato poco. Così i suoi quadri di soldati apparentemente sono descrittivi, ma in realtà comunicano altro. Un genio. Un genio che è venuto fuori dall'accettare di non seguire il proprio interesse (che poi era una moda, quella dei macchiaioli) ma il proprio carisma, reintepretandolo.

Tante volte pensiamo che se andiamo fuori dal seminato questo sia garanzia di libertà. Invece a volte nello stare "nel seminato", entro i confini normali, ma standoci con libertà, allora si trasforma tutto. Insomma: non c'è bisogno di combattere contro qualcuno per dimostrare di essere liberi, ma solo se si è liberi dentro allora si fanno le cose normali in modo rivoluzionario.


"Amos rispose ad Amasia:
«Non ero profeta, né figlio di profeta;
ero un pastore e raccoglitore di sicomori;
Il Signore mi prese
di dietro al bestiame e il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio popolo Israele."
(Am 7,14-15)






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04 agosto 2021

Il confine tra novax e nopass

 Quando i discorsi si incrociano è come quando si mischiano gli ingredienti e non si capisce più quali erano quelli originari. Così ieri ho letto la mail di un lettore che rimproverava per aver pubblicato un intervento di una collaboratrice di Gazzetta, che sottolineava i rischi di giustizialismo contro coloro che sono contrari al green pass in quanto il vaccino non è obbligatorio. Alla sera assistevo alla telefonata di un mio collega sacerdote con una madre no-vax pura, che pretendeva di mandare il figlio al campo senza nessuna dichiarazione di corresponsabilità, adducendo argomenti da brivido. Ecco i due ingredienti che si sono mescolati: chi è contrario al vaccino (questo come a qualunque altro) e che è disposto a fare battaglie legali per tutelare la propria libertà di scelta (che in genere dovrebbe finire quando ne vanno di mezzo gli altri...). L'altro ingrediente è chi cerca di garantire un minimo di scelta consapevole e libera, in presenza di una legislazione giustificabile ma squinternata. Se il vaccino non è reso obbligatorio, perchè bisognerebbe considerare come degli untori coloro che non lo fanno? Ok un minimo di regole per dare più possibilità a coloro che lo fanno, ma chiedere addirittura di far pagare le spese sanitarie agli altri...anche no.

La discriminazione dei due ingredienti sta in una questione che dimostra quanto i no-vax siano in malafede quando dicono di voler tutelare la libertà. Se io sono contrario ad una legge, posso anche oppormi e violarla (così è avvenuto con l'obiezione di coscienza al servizio militare). Quello che non posso fare è pensare di farlo senza pagare alcun prezzo. Perciò se sei no-vax coerente dovresti accettare tu stesso di non poter fare tutto quello che fanno gli altri e non arrabbiarti. Altrimenti sei solo un egoista isterico.



"Mi conceda Dio di parlare con intelligenza
e di riflettere in modo degno dei doni ricevuti,
perché egli stesso è la guida della sapienza
e dirige i sapienti.
Nelle sue mani siamo noi e le nostre parole,
ogni sorta di conoscenza e ogni capacità operativa."
(Sap 7,16)





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28 settembre 2020

Il fascino della dittatura

Scena interessante. Ieri sera a cena dai miei c'erano parenti di mio cognato che raccontavano del recente viaggio a Budapest. Descrivevano gli ungheresi come gente strana, ma interessante, non troppo socievole ma attaccata alle proprie tradizioni. E dopo aver esaltato la bellezza selvaggia della capitale hanno detto di essere stati colpiti per il fatto che non c'era un immigrato per le strade. Questo perchè, a detta loro, li portano nelle campagne e non permettono loro di stare in città.
Quando sono partiti abbiamo commentato che per forza che in Ungheria le cose sembrano tutte sono controllo: chi governa viaggia verso la dittatura, dopo aver forzato più volte la Costituzione. Mio nipote ha osservato che tutto sommato se le cose sono a posto non è poi così male e mia sorella gli ha replicato che lui, semianarchico com'è, non sopporterebbe neanche un giorno che qualcuno lo obblighi a fare qualcosa. Ha capito in un attimo cos'è una dittatura... (lo si vedeva dall'espressione stupita del suo volto).
Tutto questo mi ha fatto riflettere:
- il fascino che la dittatura esercita su qualcuno
- il fatto di non comprendere immediatamente che l'ordine sociale a volte si paga con la libertà e che è difficile distinguere il confine giusto
- il fatto che l'ordine suscita sempre apprezzamento anche quando è pagato con l'ingiustizia e il sopruso.


"La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende in
dulgente con tutti." (Sap 12,16)

Victor Orban


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03 novembre 2010

il guerriero di pace

Ho visto in dvd il film "la forza del campione", che parla della vicenda del ginnasta statunitense Dan Millman. Il titolo originale corrisponde a "Il guerriero di pace", che è anche il titolo del libro che lo stesso Millman ha scritto, inaugurando già diversi anni fa una strada di spiritualità per riscoprire le proprie forze interiori, soprattutto della mente.
Un po' new age, un po' sullo stile americano (tipo "manuale per essere felici"), ma presenta tante suggestioni sul vivere il presente, sulla forza di volontà, sul rapporto con le persone difficili, sul servizio agli altri, sulla libertà che non potevano non colpirmi. In fondo tutte queste tecniche e vie di saggezza per recuperare pienamente se stessi sono perfettamente in linea con il dato della Rivelazione cristiana, per il quale siamo figli di Dio, "fatti poco meno di dio" (salmo 8) e impregnati del suo spirito.
Ah, ovviamente ho ordinato il libro e magari tra breve uscirà l'armatura del "guerriero di pace"

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02 ottobre 2010

matrix

Accidenti
avevo visto Matrix quando era uscito, ma ci avevo capito poco. Ho poi visto gli altri due film della trilogia e ci avevo capito ancora meno. Ho saputo che a Torino qualche hanno fa avevano organizzato un convegno filosofico su Matrix e non ci sono andato. Ma ora che sto leggendo "Cinefilosofia. I grandi filosofi spiegati attraverso il cinema" di Ollivier Pourriol, che accosta Matrix a Cartesio mi si è aperto un orizzonte.
Soprattutto sto fatto: la libertà come fuoriuscita da un meccanismo e come espressione di volontà umana. Il grande lavoro umano per crescere nella libertà è di fuoriuscire da ogni genere di meccanismo: dalle dipendenze, alle abitudini, ai programmi, alle strutture sociali, alle ideologie, ecc. Non tanto perché devi farne a meno, quanto perchè sei superiore a loro. Il che costa lotta e fatica, ma quando cominci a capire se come Anderson che diventa Neo e poi da Neo si scopre l'Eletto.
Beh da uomo-pecora ti scopri unico e poi ti scopri figlio di Dio... Il passo è breve.

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25 giugno 2010

dieci anni di sacerdozio

Ieri era l'anniversario di dieci anni dalla mia ordinazione sacerdotale. Quasi per caso a pochi giorni dalla conclusione dell'anno sacerdotale, durante il quale ho pregato perchè ci fosse una svolta. Posso dire che la svolta c'è stata, non tanto per un impegno mio particolare ma per una "illuminazione" che sta rivoluzionando lentamente il quotidiano. Nasce dall'idea che l'esperienza di fede liberi e che Dio sia libertà assoluta. Ci si può liberare dalle dittature, dai vizi personali, dalla malattia. Una delle libertà più entusiasmanti è la libertà dal ruolo (l'immagine ideale del prete, per esempio), la libertà dai programmi/progetti (che normalmente ci diamo noi per razionalizzare le risorse ma che poi diventano gabbie), la libertà dalle strutture (la parrocchia da far funzionare come una azienda, gli uffici diocesani fucine di cose da fare in genere poco pensate, segreterie, tavoli di confronto, ecc ecc). E poi c'è la libertà dalle cose materiali: di quante cose possiamo fare a meno... Esempio:
- molti mobili che tengono su cose che potrebbero benissimo essere disposte diversamente
- archivi di ricordi, foto e altro
- vestiti di ricambio di terzo grado (cioè il ricambio del ricambio)
- cibo (basta poco)
- ecc ecc
Ma quando si comincia a ridurre tutte queste zavorre è come quando in montagna si toglie lo zaino e le spalle sembrano diventare ali che ti portano su.
Non è tutto qui: liberarsi da qualcosa ma per cosa? Ma dato che il post è già lungo così, rimando alla prossima puntata...

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