31 luglio 2025

Il ritorno dei Pink Floyd

 Ieri sono andato a vedere al cinema la proiezione del concerto di Roger Waters dei Pink Floyd a Praga nel 2023 e ho fatto un tuffo indietro nel passato. Li ho seguiti fino a The final cut del 1983 e ultimamente sto riascoltando i primi album. Il concerto era molto politicizzato e aggiornato sulla guerra in Ucraina e su quello che era ancora una guerra esterna contro Hamas da parte di Israele. Ma dentro c'era di tutto: dalla protesta anarchica contro le dittature e lo stato padrone (vedi The Wall) alla questione dei diritti per tutti, il tutto accompagnato da una grande musica. Ecco: oggi di quel genere di militanza c'è molto meno. Per fortuna: allora aveva portato alla violenza terroristica. Per sfortuna: oggi anche la protesta si fa individualistica e non serve lavorare per portare in piazza grandi numeri. Basta trovarsi a fare qualche presidio, tanto per esprimere il proprio dissenso e in un certo senso lavarsi la coscienza.

Hello?
Is there anybody in there?
Just nod if you can hear me.
Is there anyone at home?

(Confortably Numb da "The dark side of the moon")

Pronto?
C’è qualcuno qui?
Annuisci, se mi senti
C’è qualcuno a casa?



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29 luglio 2025

Troppa norma

In questi giorni di semireclusione ho concluso un libro di Oliver Roy (sociologo e politologo francese) che ha un titolo emblematico: "L'appiattimento del mondo. La crisi della cultura e il dominio della norma"  . La sua tesi è che il venir meno della cultura condivisa (non solo intesa come quella che si studia, ma anche quella che si vive, fatta di modi di fare e di dire, usi e tradizioni) fa venir meno una serie di sicurezze che ci derivano dal condividere la stessa cultura. Per esempio se io urto per sbaglio una persona, mi viene spontaneo chiedere scusa e lei accettare le scuse, senza fare tante parole. Di conseguenza aumenta la richiesta e la tendenza a mettere norme e regole su qualunque cosa. Una tesi complessa da seguire ma che mi piaceva perchè ho sempre pensato che quando si regolamenta tutto si diseduca alla coscienza e al confronto con gli altri, tanto basta seguire le regole. Non solo: la cultura è sostituita dall'economia neoliberale che ci trasforma tutti in individui consumatori, incapaci di visioni a lungo termine e di ideali per il futuro, tutti presi dalla difesa dei propri interessi e dei propri diritti, comprese tutte le minoranze di ogni genere, che parlano di diritti ma che non riescono a sopportare che qualcuno la pensi diversamente. 

Alla fine il libro parlava di crisi dell'umanesimo e qui c'è uno spazio enorme per la riproposizione del Vangelo nella società secolarizzata: una parola che ancora sa tracciare le linee di cosa è umano e di cosa non lo è e che parla non a minoranze e gruppuscoli, ma al mondo.

"La tendenza descritta riguarda tutti gli ambiti, tanto che attività e funzioni sociali un tempo naturalmente gratuite diventano pagamento (l'autostop è rimpiazzato da BlaBlaCar, il confidente del terapeuta" (p. 164).



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24 luglio 2025

Un pit stop prolungato

 No, non era una pausa, era il ritiro dalla gara. Il piedi ha dato ulteriori problemi è ho dovuto "ritirarmi" da Gazzetta, parrocchia e campo scout settimana prossima. Mi sa che va riveduta la carrozzeria generale e non solo la ruota. Magari le vacanze diventano "revisione generale" e i progetti futuri "idee future". Magari si arretra per spiccare un salto più lungo, ma forse meglio non fare nessun salto per ora😁

In compenso mi sono riletto i due libri della Jungla di Kipling e ho scoperto tante cose che nella versione per il racconto in branca L/C erano andate perdute. Perciò chiederò a Bagheera stessa come si fa a spiccare un bel salto senza essere avventati.

"Noi della giungla sappiamo che l'Uomo ne sa più di tutti. Ma se dovessimo credere alle nostre orecchie dovremmo pensare che di tutti gli esseri è il più stupido" ("L'invasione della jungla" in "Il secondo libro della Jungla")



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21 luglio 2025

Nessun uomo è un'isola

 Mentre sono nuovamente bloccato a casa per un problema a un piede e mi do ad una delle poche cose che riesco a fare, leggere, mi sono capitati sotto gli occhi i versi di John Donne "Nessun uomo è un'isola". Di una attualità sconcertante. E poi un articolo sulla Lisistrata, la commedia greca di Aristofane, di una attualità sconcertante: le donne di Atene entrano in sciopero sessuale con i loro mariti finchè non la finiscono con la guerra del Peloponneso contro Sparta. Certo "nessun uomo è un'isola" ha un'orizzonte un tantino più ampio della fraternità sacerdotale, ma anche della fraternità "italiana". 

Ma soprattutto la Lisistrata ti fa venire il sospetto che se a comandare non ci fossero tutti questi pezzi da novanta maschi (da "novanta" però non potrei dirlo...😄, dipende anche dalle unità di misura che si usano) magari non ci troveremmo in mezzo a corrida di tori impazziti...

"Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.
Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare,
la Terra ne sarebbe diminuita,
come se un promontorio fosse stato al suo posto,
o una magione amica, o la tua stessa casa.
Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo all’Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: Essa suona per te."




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20 luglio 2025

Fraternità sacerdotale

 E' il "mantra" che ricorre frequentemente nelle proposte e negli inviti per il clero negli ultimi mesi. Organizzare un incontro o un pranzo "per fare fraternità", mettere al centro la "fraternità sacerdotale", sviluppare le attività non tanto per portare avanti dei progetti pastorali ma anche solo per vivere la "fraternità sacerdotale". Mi ricordavo di quell'autore spirituale (che non ricordo più chi sia) che diceva che quanto più si parla di qualcosa, tanto meno ce n'è. Così tra gli incontri "per fare fraternità" c'era ieri sera la cena per il ritorno in diocesi di don Italo dopo 12 anni di Brasile, nell'ambito della festa patronale di Revignano. Sono arrivato dopo cena, ma devo dire di aver goduto della serata e delle chiacchierate, senza un fine preciso ma solo per il gusto di ridere e parlare un po'. E naturalmente non c'erano solo sacerdoti, c'erano anche laici veri e propri...

Magari non parlare più di "fraternità sacerdotale" ma metterla in pratica potrebbe essere utile e trasformarla in fraternità cristiana, così da allargare un po' il giro e gli orizzonti...

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati." (Gv 15,12)


Fraternità sacerdotale s. Pio X (aiuto...!)


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19 luglio 2025

La fantasia e la realtà

 Era un bel po' di settimane che volevo andare a vedere Dragon Trainer, ma poi la pigrizia aveva sempre la meglio. Alla fine sono andato con altri ed è stata una bella serata. Una storia fantasy ma spettacolare ed avvincente con una morale non scontata: la superiorità della relazione di amicizia, nonostante le difficoltà delle diversità, sulla violenza. Un film fantasy con solide radici nella realtà e di grande attualità. Da vedere, anche solo per le spettacolari scene e la fotografia di paesaggi unici.

"Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi" (Lc 6,35)




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15 luglio 2025

Recuperare la direzione di marcia

 Una giornata (neanche intera) al monastero di Pra d Mil serve a questo: a recuperare la direzione di marcia, senza farsi distrarre da tutto quello che intorno attrae ma più fugacemente. E questo semplicemente riaprendo la comunicazione interiore e facendo entrare un po' di vento che spazzi via nebbie e nubi per recuperare l'orizzonte. Miracoli...


"Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion,
a te si sciolgono i voti.
A te, che ascolti la preghiera,
viene ogni mortale."
(Sal 65,2-3)










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13 luglio 2025

Recupero 3: carceri

 Giovedì scorso ho iniziato ad ascoltare il podcast "Wilson", del direttore del Post Francesco Costa e ad un certo punto l'ho interrotto un po' disgustato. Questa settimana parlava delle condizioni di vita nelle carceri italiane e ne parlava senza mezzi termini e con testimonianze. Un pugno nello stomaco, al punto che l'ho interrotto dicendomi "Non si può star male per un reportage...". L'ho ripreso il giorno dopo e l'ho ascoltato fino in fondo, dopo che ne avevano parlato anche nella rassegna stampa del Post venerdì mattina. Una vergogna nazionale e stupisce che chi continua a non prendere provvedimenti lo motiva con il fatto della "certezza della pena", quando una buona parte delle persone lì recluse non sono condannate ma sono in attesa di giudizio. Eppure per l'esperienza che abbiamo nella collaborazione di Gazzetta d'Asti con il carcere di Asti sono possibili delle misure almeno attenuanti della disumanità delle persone. Naturalmente a questo punto dipende da chi dirige il carcere...

"E in quella notte, quando poi Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro piantonato da due soldati e legato con due catene stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Alzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani" (At 12,6-7)



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12 luglio 2025

Recupero 2: preti in crisi

 All'inizio della settimana era circolata la notizia del suicidio di un giovane prete della diocesi di Novara e c'è stato un po' di dibattito sulla chat del clero di Asti. Intanto nelle settimane scorse era venuto mons. Gérard Daucourt, vescovo emerito, autore di un libretto intitolato "Preti spezzati", sulle condizioni di vita di sacerdoti francesi. Ero un po' infastidito dai toni che assumeva il discorso e non capivo perchè. Certo è sempre segno di autenticità non nascondere certe situazioni e provare ad affrontarle. E' anche vero che non suscita lo stesso clamore quando a suicidarsi è un laico. Ma il sacerdote si è votato a Cristo, dunque non ci si aspetterebbero questi esiti. Ma un sacerdote è anche un essere umano come gli altri. E poi i commenti estremi: chi se la prende con i vescovi per le condizioni di vita a cui i preti sono sottoposti e Enzo Bianchi che arriva quasi a rendere onore al giovane suicida. Al primo verrebbe da dire: tirate le somme delle ore lavorate in tutti i sensi quanti sono i sacerdoti che si guadagnano lo stipendio? Al secondo: ci sarà una via di mezzo tra il nascondere certe cose e il rendere onore...

Alla fine ho capito che cosa mi stonava. Sappiamo tutti la situazione difficile della salute (interiore) del clero e sappiamo bene che molti sono i nodi da sciogliere. Ma in una situazione del genere è più profetico consolare e tirare fuori il perchè è bello essere preti, che cosa dà entusiasmo pur nella fatica e i miracoli che vengono compiuti nella vita di ciascuno. C'è qualcuno che ha qualcosa da dire su questo? O ci rassegniamo all'amarezza che spesso traspare dalle dichiarazioni di chi vuol  parlare delle difficoltà solo per risolverle?

"Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni." (1Tm6, 12)



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11 luglio 2025

Recupero 1: partigiani

 Ho fatto un lungo stacco dal blog, un po' per desiderio di tacere e un po' per pigrizia. Ma intanto sono successe cose. La prima lunedì scorso, quando sono tornato in montagna a fare due passi (ma proprio solo due...) per scoprire a Sant'Anna di Roccabruna (val Maira) un luogo curatissimo intorno al santuario "dei nonni" (così intitolato ufficialmente ne 2022) e con sentieri ben segnati e curati. Uno arriva alla grotta del partigiano e ti mette in diretto contatto col modo con cui i partigiani vivevano in montagna. Una vita decisamente di frontiera ma che alla fine aveva un senso, in quel mondo in cui eri obbligato a prendere posizione. Ogni tanto mi chiedo se anche ora stiamo andando nella direzione di non poter più stare a barcamenarci ma in cui siamo obbligati a deciderci, anche solo scegliere la pace come necessità e non come ripiego o quieto vivere.

"Davide partì di là e si rifugiò nella grotta di Adullàm. Lo seppero i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre e scesero là. Si radunarono allora con lui quanti erano in strettezze, quelli che avevano debiti e tutti gli scontenti, ed egli diventò loro capo. Stettero così con lui circa quattrocento uomini." (1 Sam 22,1)











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01 luglio 2025

Laici in prima linea

 Ieri sera ultimo consiglio pastorale parrocchiale prima dell'estate. Molto più tardi del solito, ma ogni lunedì di giugno ci sono state altre riunioni più settoriali in parrocchia, in attesa della sintesi di ieri sera. Com'era prevedibile c'è stato un fuggi fuggi generale, questa volta all'ultimo minuti e ci siamo ritrovati in metà. Niente di che: io stesso non avevo molta voglia di spendere una sera per questo. E invece ha rivelato una voglia di confrontarsi e di affrontare le questioni che mi hanno edificato. Quattordici persone oltre a me e don Enrico, di cui un quinto di giovani, e quasi la metà senza un impegno in parrocchia. Argomenti: catechesi degli adolescenti, lettori, doposcuola, punto sul sinodo sulla comunicazione, meta del pellegrinaggio serale di inizio anno pastorale l'8 settembre e scelta del prossimo tema da affrontare con calma come presenza parrocchiale in quartiere, cioè la costruzione di relazioni con altre religioni e culture a partire dalla cura della bellezza del quartiere. Continuo a pensare che saranno i laici a salvare le parrocchie, se solo si dà loro lo spazio e li si lascia portare avanti i temi che li riguardano da vicino (e che in realtà riguardano la gente normale).

"Alla fine dei giorni
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e si innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno i popoli." (Mi 4,1)

Mi piace vedere la Chiesa così: punto di riferimento non solo dei credenti



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